6 aprile 2018

festival dell'oriente


La vita gioca sempre degli strani scherzi... o siamo noi che li creiamo?
Un mese fa ero persa tra città, cucina e tradizione spagnola ed oggi non riesco a scegliere tra tanta arte, spettacolo e cultura orientali, così affascinanti ed allo stesso tempo così diversi tra di loro...
Vi state chiedendo come mai? Volete sapere dov'é che mi trovo? Cosa sto facendo? E che cosa sto vivendo?
Alle prime due domande vi posso rispondere molto semplicemente: oggi mi sono catapultata nel festival dell'oriente che si tiene a Pescara per tre giorni; mentre per le altre due è più complicato rispondere.



Da piccola sono sempre stata ammaliata dal mondo orientale ed in special modo dall'India... Di quell'India che ho sempre visto nel mio immaginario così contemplativa, mistica e così elevata dai nostri limiti terreni ...  
E trovare, a pochi minuti dal mio arrivo, questa bellissima donna indiana seduta davanti a me con quel suo modo di fare così semplice ed allo stesso tempo elegante, gentile ed educato, cordiale e sorridente, non ha fatto altro che confermare quello che credevo.
E questa è la risposta riguardante a ciò che sto facendo. 
Oltre che a perdermi tra tanti stand di artigianato e cibi di varie etnie; tra oli essenziali ed essenze; spezie ed infusi; tra pietre e talismani; cartomanti e massaggiatrici.
Ed ecco che ritorna l'India ad incantarmi con il Mehndi, tatuaggio temporaneo all'hennè con cui le donne decorano le mani ed i piedi per il rito nuziale.



E sempre indiana, nello specifico della regione del Punjab, è la danza del Bhangra ballata dagli agricoltori (certo, non oggi!) per festeggiare l'arrivo della primavera. Mi colpiscono i colori e le decorazioni dei loro vestiti, la loro giovialità e soprattutto quel sorriso genuino.
Senza nulla togliere però a tutti gli altri spettacoli che ci vengono offerti, come la danza dei ventagli e quello del tamburello sogo della Corea; le danze Giapponesi, arabe, dello Sri Lanka, cinesi; la danza del cinema di Bollywood... nooo, sono ritornata all'India!!!
Per distrarmi mi tuffo nel giardino Zen del villaggio giapponese e mi chiedo come possano convivere la delicatezza dei movimenti nell'arte della calligrafia e della pittura, la pazienza negli origami, i rituali lenti della cerimonia del tè, l'armoniosità e abilità nell'ikebana e nei bonsai con la forza dei guerrieri samurai ... ma in fondo ogni 
civiltà non è il risultato di un insieme di bellezza e bruttezza, o mi sbaglio?
Per questioni puramente personali ho dedicato pochi secondi del mio tempo alle arti marziali, anche se nella fiera vi è un ampio spazio dedicato ad esse. Riconosco a pieno la loro abilità, di sicuro però non la capisco e meno che meno mi fa sentire attratta o incuriosita... da ragazzina guardavo il telefilm Kung Fu, e quello che apprezzavo di Kwai Chang Caine era la saggezza dei monaci cinesi ed il messaggio di non-violenza ...

 Quindi decido di trasferirmi nel Ger Mongolo (Yurta, in russo), abitazione mobile a forma circolare delle popolazioni nomadi dell'Asia, molto diffusa tra i pastori Mongoli. Sbirciando dalla porticina tutta decorata, vedo dei musicisti vestiti con il tradizionale Del, che suonano il Morin Khuur (strumento a due corde considerato il simbolo della Mongolia) mentre una donna è tutta dedita al cucito. 
Rimango attratta dallo Guzheng ( altro strumento tradizionale a 21 corde) che si trova dietro alle sue spalle e contemporaneamente tanto delusa, una volta girato lo sguardo, non vedendo fuori l'immensa e fredda prateria. 
Allora si fa nitida la consapevolezza di essere in un "festival"
   

dove persino il monaco tibetano non riesce a mantenere la sua concentrazione nella preghiera ed alza la testa per farsi fotografare.
Di ritorno a casa penso che ho girato dentro un coloratissimo e festoso festival che mi ha fatto conoscere tanti aspetti di questo oriente così diverso e lontano dal nostro sentire e agire. 
Tuttavia, per vivere la loro spiritualità, bisogna andare molto, ma molto lontano.....

4 aprile 2018

maya angelou - alcune persone....

si quieres leerlo en Argentina icon


Maya Angelou (4 aprile 1928 - 28 maggio 2014) il suo vero nome era Marguerite Annie Johnson. Oltre ad essere stata una grande autrice, poetessa, ballerina, cantante e attrice statunitense, ha preso parte attiva nel movimiento per i diritti civili insieme a Martin Luther King y Malcolm X.

3 aprile 2018

borragine fritta in pastella e colorata con i loro fiori

la idéntica receta en Argentina icon


Con qualche giorno di ritardo voglio dare il benvenuto alla primavera, ringraziandola per la miriade di fiori, siano essi coltivati che selvatici, che straripano in ogni dove, inondandoci con i loro colori ed i loro profumi...
E, raccolti a piene mani mi appresto a festeggiarla preparando tante pietanze:
come antipastini ho pensato a queste borragini in pastella e dei ceci con delle pratoline, tra i primi piatti sono indecisa tra gli spaghettoni alle violette o il risotto con le fragole ed i petali di rose ; poi la frittata con i gerani e quella con le primule accompagnate da una insalatina con valeriana, arancia, fiori di violette "cornute", pratolina, malva e qualche noce. Per il dolce ancora non ho una idea, ma sicuramente lo accompagnerò con il vino alla lavanda e con la grappa alle rose....

Intanto vi racconto quali ingredienti ci servono e come preparare la borragine:

foglie tenere e fresche di borragine con i loro coloratissimi fiori; farina 200 gr; acqua 1 bicchiere; birra fredda ½ bicchiere; sale; olio per friggere

Come prima cosa non mi stancherò mai di ripetere che bisogna stare molto attente con le erbe e piante che si raccolgono; se non si conoscono è meglio evitare. E non raccoglietele mai vicino alle strade o in campi che non conoscete: possono essere trattati con diserbanti.
Dopo aver raccolto le foglie di borragine che non devono essere troppo grandi, altrimenti saranno dure, ed i loro fiorellini, le laviamo, le asciughiamo e prepariamo la pastella con la farina, l'acqua, la birra ed un pizzico di sale. La pastella deve rimanere corposa, nel caso occorresse aggiungete altra farina se risultasse troppo liquida o altra acqua se fosse troppo densa.
Immergiamo un poco alla volta le foglie nella pastella e le friggiamo in abbondante olio bollente.



Le asciughiamo con della carta assorbente, le adagiamo su di un piatto da portata e le decoriamo con i fiori di borragine crudi... questi vanno rigorosamente mangiati!!!

La borragine è una pianta erbacea il cui nome scientifico è Borrago Officinalis L.
Ha un fusto peloso e ramificato con foglie ovali e lanceolate, rugose e ricoperte da una fitta peluria. I fiori, a forma di stella, lievemente chinati in giù son di un colore blu vistoso, con stami muniti di una linguetta violacea.
Appena possibile le dedicherò una pagina tutta per lei, con le sue proprietà curative e altri svariati usi culinari.

E dopo aver mancato a due appuntamenti molto importanti proposti dal gruppo The Creative Factory , eccomi qui a partecipare all'iniziativa Hanmade Sping 2018
L'immagine può contenere: sMS
Se volete festeggiare in altri modi questa dolce primavera potete vedere cosa hanno proposto le altre creative del gruppo....