8 marzo 2017

mimosa - acacia dealbata

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Seduta fuori in giardino mi lascio inebriare dal profumo dell'acacia dealbata, meglio conosciuta come mimosa, che in questi giorni sta dando il meglio di sé, sfoggiando i suoi fiori a forma di pon pon che nascondono quasi le foglie grigio-verde argentate.

Molto fiera guardo come cresce; quattro anni fa l'ho ricevuta in regalo da mio marito e nonostante alcune avversità non si è lasciata né intimidire né abbattere..... 
L'abbiamo lasciata nel suo vaso per quattro mesi, affinché si ambientasse, prima di metterla a dimora. Il primo passo è stato quella di trovare il posto giusto, riparata dai venti e dove ricevesse tanto sole. Poi abbiamo svasato la piantina, precedentemente ben idratata, e l'abbiamo interrata in una fossa profonda e larga più di un metro dove abbiamo aggiunto qualche palata di letame compostato. Per ultimo, prima di ricoprire la base, le abbiamo affiancato un tutore...... garantendole così stabilità, visto che le sue radici si espandono superficialmente.



L'abbiamo immediatamente annaffiata senza eccedere; la mimosa non sopporta né i terreni in cui l'acqua ristagni né l'eccesso di irrigazioni. 
Per tutta l'estate l'abbiamo controllata innaffiando all'occorrenza perché, se è vero che la pianta di mimosa resiste alle siccità, per i primi due anni sarà opportuno mantenere il suo terreno stabile.
Durante il suo primo inverno vi fu una copiosa nevicata, il cui peso fece sì che diversi rami che cominciavano a fiorire si spezzassero, alcuni per fortuna non completamente e con l'aiuto della garza autoadesiva abbiamo curato le ferite.
Sapevo che la pianta di mimosa non era resistente alle basse temperature, per cui mi ero tanto premunita di pacciamare il terreno alla sua base con foglie, erbe ed altro scarto vegetale per tenere al riparo le sue radici, (che come abbiamo detto molte sono superficiali,) durante l'inverno. 
Eppure, al di là di questo accorgimento, la piantina stessa ha smentito quanto letto dopo l'esperienza che ha vissuto quest'inverno, dove la temperatura è scesa sotto i  -5° ed oltre per diversi giorni e notti. 



Come se non bastasse, l'anno successivo della messa a dimora, la mia piantina è stata attaccata dalle cocciniglie cotonose solcate ( Icerya Purchasi ) che si nutrono della linfa delle piante, secernendo una sostanza zuccherina che attirano, fra gli altri, anche le formiche. Per fortuna, intervenendo sul nascere dall'attacco, ho potuto risolvere rimuovendo manualmente le cocciniglie; evitando in questo modo di dover tagliare i rami infestati. Non ho avuto neanche il bisogno di dover ricorrere ad altri rimedi naturali come lo spruzzare le parti colpite con dell'acqua in cui si è fatto sciogliere delle scaglie di sapone di marsiglia. 
E' da tenere presente che le cocciniglie adorano il caldo asciutto e che faticano a riprodursi in ambienti umidi. A volte sarà sufficiente irrorare con dei getti d'acqua continui per risolvere il problema.

Penso che se avrò gli stessi problemi quando diventerà adulta, raggiungendo e superando i 10 mt di altezza, dovrò trovare altre soluzioni!!

Intanto per adesso devo pensare a potarla verso la fine del mese e comunque prima che riprenda la sua crescita vegetativa; operazione che richiederà il taglio dei rami sfioriti.
Vero è che ho già iniziato la potatura l'8 marzo quando, sia io che mio marito, abbiamo reciso tanti rami fioriti da regalare nella giornata delle donne. 
Riflettevo come la mimosa continui a crescere rigogliosa ed a regalarci i suoi profumatissimi fiori nonostante le tante avversità che ha dovuto superare e......

Effettivamente non si poteva scegliere altro fiore per simboleggiare la donna: delicata e forte allo stesso tempo!!! 

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