29 maggio 2016

proverbi e cantici - antonio machado

si quieres leerlo en Argentina icon















Antonio Machado poeta spagnolo, nato a Seviglia nel 1875, muore in esilio in Francia a Colliure nel 1939. Estratto dall'Antologia Campos de Castilla (Campagne della Castiglia).
 Nel 1969, omaggiando ad Antonio Machado, Joan Manuel Serrat in Cantares incorporerà, questi versi, a strofe scritte da lui.

 (Chiedendo sempre scusa per la traduzione, ho cercato di fare del mio meglio!)

25 maggio 2016

petto di pollo con crema di carciofi

la idéntica receta en Argentina icon
Dovete preparare anche voi la cena in soli 10 minuti?
Questa ricettina a base di petti di pollo ci risolverà il problema a tutti noi soprattutto se la crema di carciofi l'avete già pronta.


Gli ingredienti che ci servono per 4 persone sono:

petto di pollo 8 fette; crema di carciofi; aglio 1 spicchio; vino bianco 1 spruzzo; olio d'oliva e sale.

Per la crema di carciofi avete 3 possibilità:
la prima è quella di comprarla già pronta; la seconda e la terza possibilità sono da preparare e a voi la scelta di come farle: crema con carciofi oppure crema preparata con le foglie esterne.
Una volta che avete deciso possiamo cominciare:
Battete leggermente i petti di pollo, salateli e fateli dorare, da entrambi i lati, in una pentola con l'olio d'oliva e l'aglio, irrorateli con un goccino di vino bianco e



una volta tolto l'aglio, versateci sopra la crema di carciofi lasciando sul fuoco per pochi minuti ancora e......

BUEN PROVECHO!!!!

23 maggio 2016

salsa alle noci

la idéntica receta en Argentina icon


Mentre guardo le piante di noci cariche di piccoli frutti che stanno crescendo, non solo penso che a settembre potrò gustarle bensì mi torna in mente quando i primi tempi, in cui arrivai alla Granja, feci un dolce con delle noci, comprate al solito supermercato. Rimasi male quando mia suocera, una volta assaggiato, mi chiese se avevo usato le noci dell'anno precedente.  Io risposi di nooo.... le avevo comprate il giorno prima!!!....
Solo quando comincia a mangiare le noci che raccoglievamo non mi ci volle molto per capire cosa intendesse: le noci vanno consumate nel giro di pochi mesi una volta raccolte, altrimenti cambiano sapore.
Prima che questo succeda voglio utilizzare le ultime noci rimaste per preparare con esse un'ottima salsa di tradizione ligure.

Gli ingredienti che ci servono sono:

noci sgusciate 100 gr; pinoli 30 gr; parmigiano grattugiato 3 cucchiai abbondanti; latte 1 bicchiere; olio d'oliva 2 cucchiai; sale e pepe.
La ricetta tradizionale vuole che si usi il mortaio e la mollica di due panini bagnati nel latte... ho fatto delle piccole varianti:


La prima operazione, un po' fastidiosa da fare, è quella di togliere la pellicina ai gherigli di noci di modo tale che non ci sia quel sapore un po' amarognolo.
Per rendere più sbrigativa e facile l'operazione li tufferemo in acqua bollente per circa 5 minuti; una volta scolati e lasciati intiepidire toglieremo la pellicina. Ripassiamo le noci in forno per pochissimi minuti per far si che si asciughino.

Le sistemiamo nel mixer insieme al latte, frulliamo e


aggiungiamo l'aglio, l'olio, il parmigiano, i pinoli, un pizzico di sale e una spolverata di pepe, frulliamo ancora fino ad ottenere una crema morbida ed omogenea ed è pronta per essere consumata. Se invece la si vuole conservare possiamo tenerla in frigorifero per 4-5 giorni al massimo, altrimenti per tempi più lunghi conviene congelarla .

Indicatissima per condire ravioli, tortiglioni, spaghetti e soprattutto i tradizionali "pansoti" liguri.... ed ancora per preparare delle tartine o da mangiare semplicemente spalmata sul pane e......

BUEN PROVECHO!!!

18 maggio 2016

seppie in umido con bietole

la idéntica receta en Argentina icon


Ogni mia ricetta porta con sé le verdure ed i frutti di stagione; per me è di vitale importanza che i cibi siano il più possibile freschi e genuini... dicasi lo stesso per il pesce, che cerco sempre di comprare quello nostrano, del mio mare Adriatico. Adesso siamo nel miglior periodo delle seppie, dove possiamo trovarle freschissime.
Quaranta anni fa, a Pescara e Francavilla, si aspettava in riva al mare che venissero ritirate le "nasse" per comprare le seppie direttamente dai pescatori.... negli anni questa abitudine è diventata una rarità!!!     

Gli ingredienti che ci servono per preparare questa delizia per 4 persone sono:

seppie 4; bietole già pulite 200 gr; pomodori san marzano 3; curry 1 cucchiaino; vino bianco ½ bicchiere; aglio 1 spicchio; olio d'oliva e sale.

Dopo aver pulito le seppie le tagliamo a pezzetti non troppo piccoli che andremmo a collocare in un tegame con dell'olio d'oliva e l'aglio, lascinando rosolare a fuoco medio per circa 10 minuti.
Intanto sbollentiamo, giusto un'attimo, i pomodori in acqua bollente, togliamo loro la pelle e li tagliamo a pezzetti piccoli.
Bagniamo le seppie con il vino bianco, lasciamo evaporare per un minuto ed aggiungiamo i pomodori, continuando la cottura per altri 15 minuti.



Nel frattempo tagliamo a striscioline le bietole pulite che avremo lavato e, ancora bagnate, le incorporiamo alle seppie, saliamo il tutto, aggiungiamo il cucchiaino di curry e giriamo in modo tale che le bietole si appassiscano nel pomodoro lasciando cuocere ancora 10 minuti.
Tenete presente che questo piatto deve essere umido, per cui se fosse necessario aggiungete qualche cucchiaio di brodo di pesce o di acqua.
Un idea in più è quella di tagliare le seppie ancora più piccole e con questa preparazione condirci la pasta e.........
se vi siete chiesti cosa sono le "nasse" vi tolgo subito ogni dubbio:
La nassa è uno strumento antico della pesca tradizionale, indispensabile se non si vuole allontanare troppo dalla riva. E' una gabbia cilindrica chiusa, ricoperta da una rete, con un'unica apertura ad imbuto il cui terminale è stretto per far sì che la seppia, una volta entrate nella gabbia, non possa più uscire.
La nassa é molto usata in Abruzzo per pescare le seppie e adesso si......

BUEN PROVECHO!!!!

5 maggio 2016

crema di carciofi, reciclando le foglie esterne

la idéntica receta en Argentina icon

Non voglio ripetermi, come sempre in questo periodo, dicendo che ho carciofi per tutta la casa....
Questa volta voglio dedicarmi allo "scarto" dei carciofi che, se andiamo a vedere in fondo, è la parte prevalente; se poi consideriamo il costo e la resa... nasce spontaneo il desiderio di recuperare il più possibile di questo fiore.
Anni fa ho provato a reciclare le foglie esterne dure del carciofo lessandole e poi frullandole.... tuttavia il risultato non era quello ottimale, non ottenevo una crema compatta e morbida come quella prodotta con i cuori di carciofo. Fino a quando non ho provato quest'altro sistema che, se è vero che richiede molta più pazienza, tuttavia dà una riuscita perfetta.

Oltre alle foglie esterne dei carciofi, ci servono:
olio d'oliva; formaggio grattugiato; prezzemolo ed aglio tritati; sale.

Facciamo lessare le foglie di scarto, precedentemente lavate, in una pentola con abbondante acqua bollente salata per circa 15 minuti.  Spegniamo il fuoco, lasciamo intiepidire e ci armiamo di pazienza.... che poi non è che ce ne voglia poi così tanta!!!

Con l'aiuto di un cucchiaino o di un coltellino raschiamo la parte interna delle foglie, una a una; ne verrà fuori come una pappetta. 



Una volta raccolta tutta la parte carnosa delle foglie l'andremmo a sistemare nel bicchiere del mix con l'olio d'oliva, il formaggio grattugiato, il prezzemolo e l'aglio tritati ed un pizzichino di sale.  

Frulliamo fino ad ottenere una crema omogenea e morbida con la quale potremmo condirci la pasta, il pesce, la carne; preparare delle torte salate o anche da spalmare sulle bruschette. Volendo potete conservarla in frigorifero per 10-15 giorni ben coperta o anche congelarla e.......

ditemi se trovate della differenza con la crema preparata con i cuori di carciofi ???!!! 

4 maggio 2016

empanadas di humita

la idéntica receta en Argentina icon


Credo che non sbaglio assolutamente se dico che las empanadas sono per gli argentini come la pizza per gli italiani: è quel piatto forte che non manca mai, sia nel quotidiano che nelle feste!!
E' l'emblema, insieme al mate ed all'asado, della tradizione Argentina.
Vi sono diversi tipi di ripieno: con la carne, con il pollo, con il prosciutto ed il formaggio e queste con il mais chiamate di "humita". E vi sono poi tanti modi, classici o no di preparare questi ripieni.
Io le preparo come mi ha insegnato a farle Ñata, una carissima signora argentina che ho conosciuto qui in italia.

Gli ingredienti che ci servono sono:

Per l'impasto:


farina 500 gr; acqua 250 ml; uovo 1; strutto di maiale o vaccino 50 gr; sale 2 cucchiaini.


Per il ripieno:
mais 1 scatola; cipolla 1; latte ½ bicchiere o poco più; farina 1 cucchiaio colmo; noce moscata; pepe macinato; burro o olio d'oliva e sale.

Prepariamo l'impasto base ammassando la farina con l'uovo e lo strutto disciolto nell'acqua, lasciandolo riposare per circa 30 minuti.
Frattanto che aspettiamo per stendere la massa e tagliarla a dischetti, prepariamo il ripieno:
Tritiamo la cipolla che faremo stufare con una noce di burro o dell'olio d'oliva. Aggiungiamo la scatola di mais ben scolata, lasciamo insaporire per qualche minuto, rigirando più volte, e uniamo la farina ed il latte rigirando fino a formare una salsa bianca. Se fosse necessario aggiungiamo altra farina o altro latte di modo tale che si amalgami bene con il mais. Saliamo, pepiamo e condiamo con una grattugiata di noce moscata.

Riempiano con il composto i dischi di pasta, bagnandoci l'indice con dell'acqua lo giriamo tutto intorno al bordo, ripieghiamo, chiudiamo con l'aiuto di una forchetta e sistemiamo le empanadas su una piastra da forno. Infilziamo la forchetta nella parte centrale di ogni empanada, per far si che le empanadas non si aprano durante la cottura, e le spennelliamo con dell'uovo sbattuto.

     

Le cuciniamo in forno caldo a 200° per circa 15-20 minuti, comunque fino a quando prenderanno colore e.....se volete esaltare il gusto dolce del mais: dopo aver spennellate l'uovo spargeteci sopra un po' di zucchero e......
fatemi sapere se vi sono piaciute!!!

empanadas, impasto base

la idéntica receta en Argentina icon


E' da più di un anno che ho in servo queste foto...volevo pubblicarle l'anno scorso nei giorni in cui festeggiavo i miei 40 anni dall'arrivo in italia, per condividere quei sapori della mia infanzia in argentina che tanto mi sono rimasti impressi. Invece poi, con la caduta fatta, sono cambiati tutti i piani, e non solo per il blog.....
Credo che adesso è arrivato il momento di farvi conoscere questa delizia che, a colpo d'occhio, può sembrare un calzone... vi sbagliate!!! Provare per credere....



Gli ingredienti che ci servono per preparare circa 20 empanadas sono:


farina 500 gr; acqua 250 ml; uovo 1; strutto di maiale o vaccino 50 gr; sale 2 cucchiaini.
Se volete farle più leggere, al posto dello strutto, potete utilizzare il burro,  l'olio d'oliva o l'olio di girasole nella stessa quantità.

Mettiamo a riscaldare, in un tegamino, l'acqua con lo strutto; appena si scioglie spegniamo il fuoco e lasciamo intiepidire.
Con la farina andiamo a formare una fontana al cui centro andremmo ad incorporare l'uovo con un pizzico di sale, sbattiamo ed aggiungiamo l'acqua con lo strutto intiepidita. Amalgamiamo bene il tutto e


 ammassiamo fino ad ottenere una palla liscia e morbida che lasceremo riposare per circa 30 minuti.
A quel punto infariniamo leggermente la tavola e stiriamo l'impasto fino ad ottenere una sfoglia di circa 2-3 mm di spessore e tagliamo dei cerchi o dischi con l'aiuto del coppa pasta. Di norma il loro diametro è di 10 cm. circa, ma nulla vieta che si possano fare leggermente più piccoli o più grandi.

      

Adesso i dischi sono pronti per essere farciti al centro, ripiegati, chiusi con un "repulgue" (questo avrà una pagina tutta sua!), o con l'aiuto di una forchetta o degli stampi, sempre con la forchetta si infilza nella parte centrale e poi vanno cotti al forno o anche fritti.

     

Ricordo che tantissimi anni fa, andando a trovare i miei familiari in argentina, mia sorella mi portò in un negozio dove preparavano empanadas con più di 30 tipi diversi di ripieno!!! Tuttavia le empanadas classiche e tradizionali sono quelle di carne, di humita e quelle ripiene con prosciutto e formaggio e ....

BUEN PROVECHO!!!