26 agosto 2015

l'erba mate, il mate e la sua storia

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Mi piacerebbe raccontarvi qualcuno dei pochi costumi argentini che conosco, e naturalmente il primo a venirmi in mente é il "mate"; ma per quanto lo pensi e lo ripensi ho tante difficoltà nel farlo....perché il mate non è solo una pianta, non è solo la bibita nazionale argentina, non è solo una tradizione, è un sentire profondo, è un legame che unisce, é un gesto di condivisione e di raggruppamento, é.....E poi, questo devo proprio confessarlo, credo di essere l'ultima persona a poterlo fare, visto che io non lo bevo! sono rimasta
ancora al primo stadio, come i bambini, al "mate cocido", che altro non è che l'infuso di erba mate filtrato, zuccherato e servito come un te in una normalissima tazza. Vi è chi ci aggiunge anche qualche goccia di latte, ma a questo punto siamo lontani anni luce da quello che è il "mate".

Per avere le prime notizie di questa pianta dobbiamo andare molto indietro nel tempo, nell'epoca precolombiana tra gli indigeni "guaraní", alle foci dei fiumi nel nord dell'Argentina , per darvi all'incirca una idea, dove hanno girato il film Mission. A quei tempi  le piante di "yerba mate(Ilex paraguaiensis) crescevano spontaneamente, e gli indigeni ne facevano già largo uso, ne rimasero affascinati pure i conquistatori spagnoli e solo più tardi i Gesuiti cominciarono la sua coltivazione.



La yerba mate è il risultato di un processo di elaborazione delle foglie di questa pianta che vengono accuratamente seccate, macinate una prima volta, lasciate stagionare per 9 mesi o anche un anno per poi essere macinate nuovamente dividendole secondo la qualità, la provenienza e cosa molto importante dividendole in base alle foglie ed al contenuto di legnetti.


L'erba così ottenuta va messa in un recipiente chiamato "mate", da cui prende il nome la bevanda, che viene realizzato con una zucca dalla corteccia legnosa ed alla quale, esternamente, a volte vengono fatte incisioni varie. Nei secoli sono stati realizzati dei mate con altri materiali tipo l'argento, con le corna delle mucche o anche utilizzando il legno del "quebracho" (specie arborea originaria delle foreste del Sudamerica). 

Per completare il tutto abbiamo la "bombilla" da inserire nel mate una volta riempito con l'erba mate; tradotto molto semplicisticamente é la cannuccia, più dettagliatamente è un tubo metallico alla cui base vi è un cappuccio bucherellato, la cui forma può variare, ma è tramite essa che si beve il mate. 
Si riscalderà l'acqua, senza farla assolutamente bollire, nella "pava" (bollitore) che verrà versata dal "cebador" (colui che prepara e offre il mate), di volta in volta sull'erba mate, passandolo di mano in mano e facendo infiniti giri.
Adesso sì, siamo pronti per iniziare il lungo rituale che da secoli riunisce più popoli, culture e stati sociali. E come dice la sua leggenda:
"Con le sue foglie, tostate e macerate si prepara un infusione che avvicina i cuori ed allontana la solitudine. Questo é il mio regalo per te, per i tuoi figli ed i figli dei tuoi figli....."

Circulo Memoria Ancestral

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