28 agosto 2015

peperoni paesanelli, come infilarli e farli seccare

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Prepariamoci, nei primi giorni di settembre con la Luna calante, alla raccolta dei nostri ultimi ortaggi da conservare. Se seguiamo il metodo biodinamico i giorni perfetti sono il 2 , il 3, il 21 ed il 22.
Fra i vari ortaggi non scordiamoci di raccogliere i peperoni paesanello di Altino, che avendo una pelle molto sottile sono indicatissimi per essere seccati e conservati in questo modo per tutto l'inverno ed oltre.
Questi vengono confezionati in serti e messi ad essiccare al sole, tenendo molta cura di evitare che prendano l'umidità, altrimenti si rischia che possano ammuffirsi.



Se vi state chiedendo come fare vi dico subito che é un'operazione molto, ma molto semplice basterà munirci di filo spesso, di un ago e di una sedia comoda dove sedervi!.

La prima accortezza d'avere é quella di lasciare i piccioli ai peperoni perché sarà tramite loro che li legheremo.
Una volta infilato il filo all'ago oltrepasseremo, con esso, la base del picciolo che è la parte più grande che reggerà il peso di ogni peperone appeso.
Ripetiamo l'operazione per ogni peperone fino a formare una fila non troppo lunga.
Tagliate il filo e fate un nodo consistente ad ogni estremità e cominciate con un'altra corona...fino a quando non avrete finito di infilare tutti i peperoni.


Adesso sarà il sole che farà tutto il resto: appendeteli in una zona riparata dall'umidità, unico nemico dell'essicazione che rischia di creare delle muffe dentro i peperoni. Il tempo di esposizione varia molto dalle condizioni climatiche, ci possono volere più o meno giorni, l'unica cosa importante é arrivare al risultato finale: devono essere secchi!
Una volta raggiunto l'obiettivo si possono conservare in sacchetti di cotone per più di un anno sempre e quando riusciate a resistere nel mangiarli!!!
  

peperoni dolci paesanello di altino







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Dalla mia finestra vedo e non vedo quello che sta succedendo nell'orto. In questi due mesi ho immaginato e visto solo i risultati della sua evoluzione....e purtroppo continuo ancora a farlo  ed è dura non poterne prendere parte attiva. Ed anche se ho un po' di documentazione fotografica degli anni passati e tanto tempo libero per scrivere manca completamente lo stimolo; mi sento come se fossi del tutto estranea alla vita della "Granja"...quasi quasi sono tornata una totale "cittadina".
Questo non é più possibile, bisogna che mi dia uno scossone violento e nel farlo riparto da un prodotto tipico abruzzese, nello specifico del chietino: il peperone dolce " Paesanello di Altino", chiamato in dialetto "a cocce capammonte", nome più che appropriato dato dalla particolarità con cui crescono i suoi frutti rivolti verso l'alto.

Come tutti i peperoni vanno seminati in serra nei mesi tra dicembre - marzo con luna crescente; mentre i mesi più indicati per seminare in semenzaio vanno da aprile - maggio sempre con luna crescente. Le piantine andranno messe a dimora, una volta che hanno formato un solido apparato radicale, siano alte 8-10 cm. ed abbiano due serie di foglie, ad una distanza di circa 35 - 40 cm. una dall'altra e a 70 - 80 cm. tra una fila e l'altra.
 E' una pianta che può essere coltivata molto bene anche in vaso sul balcone, considerate che vuole tanto sole ed innaffiature costanti ma teme i ristagni d'acqua.
La loro raccolta avviene in tutto il periodo estivo, da giugno fino a settembre.
Si possono raccogliere sia verdi che al raggiungimento della loro maturazione, quando diventano di un rosso intenso, nelle giornate di luna crescente se li consumerete freschi, mentre sarà meglio raccoglierli con la luna calante se vorrete farvi delle conserve.


L'altra particolarità di questo peperone é che avendo una pelle molto sottile si presta per essere seccato e conservato in questo modo per tutto l'inverno.
Si confezionano delle serti che vengono lasciate a seccare all'aria aperta.
Tenete presente di mettere da parte qualcuno tra quelli più grandi e più belli, in modo tale di avere i semi da interrare la prossima stagione.

I paesanelli freschi vanno consumati sia crudi che cotti, mentre quelli seccati vengono macinati in polvere o anche più grossolanamente  per essere utilizzati come aroma nella preparazione delle salsicce o della ventricina, oppure per i tradizionali  spaghetti olio, aglio, peperone e peperoncino.
I peperoni secchi vanno anche tagliati a pezzetti e soffritti per accompagnare le sarde fritte e i "fùje e patàne" (verza e patate). Senza scordarci che sono impegnati nella preparazione di sagne e ceci, del baccalà, delle frittate, del .... l'elenco è lungo.
 A Pescara e lungo la costa adriatica nei balconi delle case dei marinai non mancano le corone di peperone secco appese, ingrediente principale nella preparazione della zuppa di pesce.


E per finire una curiosità: ad Altino, a fine agosto, organizzano il Festival del peperone, con il "Palio culinario delle contrade" dove le sette contrade del paese si sfidano con diversi menù tutti rigorosamente a base di peperone ...data da appuntare e.....
 da non perdere assolutamente l'anno prossimo!!!!

26 agosto 2015

l'erba mate, il mate e la sua storia

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Mi piacerebbe raccontarvi qualcuno dei pochi costumi argentini che conosco, e naturalmente il primo a venirmi in mente é il "mate"; ma per quanto lo pensi e lo ripensi ho tante difficoltà nel farlo....perché il mate non è solo una pianta, non è solo la bibita nazionale argentina, non è solo una tradizione, è un sentire profondo, è un legame che unisce, é un gesto di condivisione e di raggruppamento, é.....E poi, questo devo proprio confessarlo, credo di essere l'ultima persona a poterlo fare, visto che io non lo bevo! sono rimasta
ancora al primo stadio, come i bambini, al "mate cocido", che altro non è che l'infuso di erba mate filtrato, zuccherato e servito come un te in una normalissima tazza. Vi è chi ci aggiunge anche qualche goccia di latte, ma a questo punto siamo lontani anni luce da quello che è il "mate".

Per avere le prime notizie di questa pianta dobbiamo andare molto indietro nel tempo, nell'epoca precolombiana tra gli indigeni "guaraní", alle foci dei fiumi nel nord dell'Argentina , per darvi all'incirca una idea, dove hanno girato il film Mission. A quei tempi  le piante di "yerba mate(Ilex paraguaiensis) crescevano spontaneamente, e gli indigeni ne facevano già largo uso, ne rimasero affascinati pure i conquistatori spagnoli e solo più tardi i Gesuiti cominciarono la sua coltivazione.



La yerba mate è il risultato di un processo di elaborazione delle foglie di questa pianta che vengono accuratamente seccate, macinate una prima volta, lasciate stagionare per 9 mesi o anche un anno per poi essere macinate nuovamente dividendole secondo la qualità, la provenienza e cosa molto importante dividendole in base alle foglie ed al contenuto di legnetti.


L'erba così ottenuta va messa in un recipiente chiamato "mate", da cui prende il nome la bevanda, che viene realizzato con una zucca dalla corteccia legnosa ed alla quale, esternamente, a volte vengono fatte incisioni varie. Nei secoli sono stati realizzati dei mate con altri materiali tipo l'argento, con le corna delle mucche o anche utilizzando il legno del "quebracho" (specie arborea originaria delle foreste del Sudamerica). 

Per completare il tutto abbiamo la "bombilla" da inserire nel mate una volta riempito con l'erba mate; tradotto molto semplicisticamente é la cannuccia, più dettagliatamente è un tubo metallico alla cui base vi è un cappuccio bucherellato, la cui forma può variare, ma è tramite essa che si beve il mate. 
Si riscalderà l'acqua, senza farla assolutamente bollire, nella "pava" (bollitore) che verrà versata dal "cebador" (colui che prepara e offre il mate), di volta in volta sull'erba mate, passandolo di mano in mano e facendo infiniti giri.
Adesso sì, siamo pronti per iniziare il lungo rituale che da secoli riunisce più popoli, culture e stati sociali. E come dice la sua leggenda:
"Con le sue foglie, tostate e macerate si prepara un infusione che avvicina i cuori ed allontana la solitudine. Questo é il mio regalo per te, per i tuoi figli ed i figli dei tuoi figli....."

Circulo Memoria Ancestral

24 agosto 2015

peperoncini verdi sotto aceto

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Visto che ne ho appena parlato, mentre vi davo la ricetta della crema di peperoncino, non posso lasciarvi con la curiosità, se mai ve ne fosse venuta, di sapere come fare i peperoncini verdi sott'aceto. Una delle conserve più veloci e semplici da fare; stuzzicante ed indicatissima da presentare tra gli antipasti.

Gli ingredienti che ci servono sono:

 peperoncini verdi 1 kg; aceto di vino bianco 1½ l.; aglio 6-7 spicchi; cipolla ½.
A piacere potete aggiungere delle erbe aromatiche a vostra scelta tipo il basilico, alloro o pepe nero.


Una volta raccolti i peperoncini con il loro gambo togliete ogni eventuale residuo di terra con l'aiuto di uno strofinaccio, sistemandoli poi su di un telo bianco e lasciandoli per due giorni sotto il sole.  Vi consiglio però di rientrarli la notte, onde evitare che si inumidiscano.

Trascorsi i due giorni sistemate i peperoncini dentro a dei barattoli di vetro, intercalandoli con degli spicchi d'aglio, delle fettine di cipolla e le erbe scelte. Copriteli con l'aceto, chiudete i barattoli ermeticamente e conservateli in un luogo buio ed asciutto per due mesi prima di assaggiarli e.......

ancora  VIVA IL PEPERONCINO!!!!

crema di peperoncini alla Ashagre

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Peperoncini di cayenna; peperoncini piccanti violetto fuoco nero; peperoncini piccanti fuoco della prateria, peperoncini tondi; peperoncini habaneri..... peperoncini che passione.....ma non per me!! O meglio dire, per me solo a metà, visto che mi piace seminarli, vederli crescere e conservarli in tutti i modi:  a pezzetti soffritti sott'olio; interi sott'aceto; seccati al sole e ridotti in polvere; peperoncini tondi ripieni e..... E poi c'è questa ricetta particolare che tanti anni fa ci diede un nostro caro amico, che piace veramente a tutti, persino spalmato sul pane al posto della nutella!!!.

Gli ingredienti che ci servono per preparare 3 barattolini medi e 4 piccoli sono:

200 gr. di peperoncini rossi e verdi; 3 spicchi d'aglio; olio q.b.
Volendo renderlo meno piccante si può aggiungere del peperone dolce in proporzione sia alla "picantezza" dei peperoncini che utilizzate sia al risultato che volete ottenere .



Tagliate a pezzetti piccoli i peperoncini senza togliere assolutamente i semi...usate i guanti se non volete avere la sensazione di non avere più le mani!!!
Una volta tagliati tutti sistemateli nel mixer aggiungete gli spicchi d'aglio tagliuzzati, dell'olio d'oliva ed un pizzico di sale. Frullate ed aggiungete a mano a mano dell'altro olio fino a rendere il tutto omogeneo.
Potete usare benissimo anche il frullatore ad immersione, solo che in questo caso dovrete frullare i peperoncini a più riprese.
Sistemate la crema ottenuta nei barattolini e chiudeteli ermeticamente, si conserverà per 7 - 10 giorni. Se volete fare dei grandi quantitativi sarà meglio fare cuocere a bagnomaria i barattoli preparati e.......
VIVA IL PEPERONCINO!!!

19 agosto 2015

fusilloni con lumache al sugo in umido oppure al forno

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Piove e piove ancora...ringraziamo la nostra fortuna di ricevere solo della delicata pioggia che sazia l'arsura della terra e delle piante senza provocare danno alcuno, come invece sta succedendo altrove.
Senza sensi di colpa, godiamoci questa soave pioggia che rinfresca anche noi ed il nostro animo, vedendo come ogni goccia che cade al suolo scompaia immediatamente, respirando a pieni polmoni i profumi che emana la terra bagnata.... Quanto mi manca camminare, ma ancora di più poterlo fare sotto questa pioggerella rigenerante.....in special modo dopo questa estate così arida.
E nei primi sentieri umidi non potevano non fare la loro comparsa le chiocciole con la loro andatura lenta e costante.... e già vi vedo andare alla loro ricerca. Solo che prima di dirvi come fare a pulirle e a preparare degli ottimi fusilloni vi chiedo una grande cortesia: lasciate qualche lumaca grande nei campi, saranno delle ottime mamme per le chioccioline future!!!
Finisco con questa parlantina e vi dico cosa ci serve e come fare per preparare questo piatto per 4 persone:

pasta formato fusilli corti e grandi 300 gr.; lumache 500 gr.; pomodori passati 500 gr.; prezzemolo tritato; aglio 1 spicchio; scalogno 1; olio d'oliva e sale.
Il peso delle lumache si intende con tutto il guscio.

Dopo aver lasciato spurgare le lumache per tre giorni, le laveremo molto accuratamente, le lesseremo ed una volta scolate e tolte dal loro guscio le andremmo a tagliuzzare con la mezza luna per poi farle soffriggere leggermente a fuoco basso in un tegame con poco olio d'oliva, di modo tale che si asciughino un poco.

Nel frattempo avremmo messo a preparare un sugo molto semplice, per non coprire il sapore delle lumache: olio, uno spicchio d'aglio, lo scalogno tritato che faremmo stufare prima di aggiungere il pomodoro. Lasciamo cuocere a fuoco medio per una diecina di minuti, vi aggiungeremo le lumache facendo cuocere per una mezz'ora abbondante, verso l'ultimo ci aggiungeremo il prezzemolo tritato. Una volta cotto ci condiremo la pasta che avremmo cotto in precedenza in abbondante acqua salata.

Volendo arricchire ancora di più questo piatto possiamo aggiungere della besciamella al sugo già cotto, condirci la pasta, sistemarla in una pirofila da forno, versarci sopra un'ultima cucchiaiata di besciamella e passare in forno a 180° per pochi minuti senza farla gratinare e.......


BUEN PROVECHO!!!!

lumache di terra, come spurgarle e pulirle

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So benissimo che questa è un'operazione che scoraggia a molti, vuoi per il tempo che ci occorre che per il lavoro che deve essere fatto, rinunciando in questo modo a mangiare le lumache.
Tranquille, chi meglio di me vi può capire....Però pensatelo in questo modo: non si deve per forza fare in un'unica giornata.....vi terrà occupate per quattro giorni abbondanti ogni volta che le raccoglierete e vorrete mangiarle.


Come dite? Vi ho fatto scoraggiare del tutto??  Nooooo. Dai, proviamo, non è così impossibile come sembra:



La prima operazione indispensabile da fare è quella della "spurgatura", visto che le lumache pascolando mangiano ogni tipo di pianta, di erbe e di funghi, anche quelli velenosi. Il loro stomaco è immune a queste sostanze, mentre quello nostro no!.
Questa operazione è quella più semplice visto che sarà sufficiente mettere le nostre lumache in un cesto di vimini o in qualsiasi altro contenitore, l'importante è che deve avere due requisiti fondamentali: deve circolare l'aria e deve avere la possibilità di essere chiuso molto bene affinché le lumache non scappino! Le lasceremo lì per tre giorni. Facile no?

Il quarto giorno le metteremo in un recipiente con dell'acqua fredda a cui avremmo aggiunto un pugno di sale grosso ed un bicchiere d'aceto. Laveremo bene le lumache agitandole con le mani e strofinandole delicatamente fra di loro in modo tale che caccino via la loro schiuma, la bava e la sporcizia.
Le togliamo da questo liquido, le sciacquiamo velocemente e le rimettiamo nel recipiente con dell'acqua pulita, sale e aceto. Questa operazione va fatta per tre volte; nel caso l'acqua sia ancora torbida dopo questi lavaggi ripetere ancora.
Per ultimo le scoleremo e le laveremo sotto l'acqua corrente.

Adesso siamo arrivati al momento della loro prima cottura:
In un tegame alto andremmo a mettere le lumache con dell'acqua fredda che le ricopra di almeno 6-7 cm. Le lasciamo coperte, lì ferme, per una mezz'ora circa, per poi mettere il tegame a fiamma bassa per dar loro il tempo di uscire completamente dal loro guscio. A quel punto alzate la fiamma al massimo e lasciate sbollire per circa 15 minuti; estraetele con una schiumarola e passatele sotto l'acqua corrente calda.
Le nostre lumache sono pronte per essere preparate in ogni modo.


Se la nostra ricetta ci  richiede della lumache senza guscio sarà sufficiente estrarre la lumaca con l'aiuto di uno stuzzicadenti  togliendo la parte finale a forma di spirale che andrà buttata e rilavando la parte iniziale con dell'acqua fredda ed .......
E' FATTA!!!!

12 agosto 2015

perseidi, un mare di lacrime in ritardo di s. lorenzo

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Siamo pronti, questa notte, a scrutare la volta celeste alla ricerca della nostra stella cadente che esaudirà un nostro desiderio??
E perché solo questa notte??? Quest'anno non cade neanche il 10 di agosto, notte di S. Lorenzo, affinché lui possa intercedere perché si realizzino..... E perché i desideri dovrebbero essere appagati solo dalle sue di lacrime, senza nessuna offesa per il santo? Perché nessuno si sofferma a guardare le Leonidi, le Liridi o le Orionidi?  Perché....??? Mi pongo tanti perché come una bambina piccola, come la stessa bambina che ero..... la stessa bambina alla quale mio nonno insegnò l'amore per il cielo con il bellissimo gioco di decifrare l'aspetto delle nuvole: ed ecco il gregge di pecore che pascolavano; il viso di una donna; le cime delle montagne innevate che spuntavano da altre nuvole......che dire poi dei raggi di sole che sfrecciavano fuori dalle nuvole....
Crescendo poi mi sono persa nella sua profonda oscurità tra stelle, pianeti e luna, rimanendo sempre più perplessa e meravigliata pensando che quello stesso cielo aveva affascinato, impaurito e generato tanti interrogativi al primo uomo ed alla prima donna nati su questa terra .



Crescendo ancora ho assorbito da mio fratello la passione per l'astronomia scoprendo che, poco dopo gli albori dell'umanità, l'uomo cercava di dare delle risposte a tutti i dubbi che questo cielo, continuamente cangiante, svegliava e che già nel 687 a.C. fu vista per la prima volta uno sciame di stelle cadenti, dai meticolosi astronomi cinesi.
Si, finalmente sono arrivata alle stelle cadenti....!!! e rompendo ogni incantesimo, delusione delle delusioni, scientificamente sappiamo che non sono stelle e che altri non sono che polveri e detriti perse dalle comete. Che è un fenomeno che avviene, diverse volte durante tutto l'arco dell'anno, ogni volta che la terra attraversa una regione di spazio ricca di polveri interplanetarie creando una cascata cosmica che investe il nostro pianeta.......

Noooooo, troppo scientifico, troppo terreno, troppo freddo, troppo umano!!!
Aspettiamo che questa notte ci inondi con un mare di lacrime di S. Lorenzo, affinchè ogni carbone ardente sul quale ha dovuto camminare non sia stato nullo. Che per ogni stella che cade vi sia un desiderio da realizzare e tra di essi io esprimo il mio: quello di non stancarmi mai di guardare questa volta celeste........ 


Quante volte ho guardato al cielo
ma il mio destino è cieco e non lo sa....
che non c'è pietà, per chi non prega e si convincerà
che non è solo una macchia scura...il cielo...

Quanti amori conquistano il cielo
perle d'oro nell'immensità
qualcuna cadrà, qualcuna invece il tempo vincerà
finché avrà abbastanza stelle...il cielo...

Il Cielo  -  Renato Zero

5 agosto 2015

spezzatino con carote e limone

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Questo spezzatino l'ho preparato questo inverno e mi sembra giusto pubblicare un piatto per le serate fredde che stanno vivendo i miei familiari al piano di sotto, anche se il tocco del limone lo rende fresco quindi adatto anche per noi.
Soprattutto però ho pensato che, anche se è vero che io sono una amante instancabile della pasta ed una insolita argentina che non mangia la carne, forse a voi può interessare..allora vediamo gli ingredienti che ho usato e come l'ho preparata:

spezzatino di manzo 500 gr.; carote 2; limoni 2; pomodori a pezzetti 3-4 cucchiai; cipolla 1;  aglio 1 spicchio; vino bianco ½ bicchiere; farina; olio d'oliva; sale e pepe.



Ho passato la carne nella farina e l'ho fatta rosolare in una tegame con dell'olio d'oliva ed uno spicchio d'aglio, che poi ho tolto a cottura quasi ultimata. Ho salato, pepato e bagnato con il succo dei limoni ed il vino bianco, lasciando cuocere per 1 ½ ora a fuoco basso; se occorre si può aggiungere qualche cucchiaio di acqua calda o brodo.
Nel frattempo in un'altro tegame, con dell'olio d'oliva, ho fatto stufare tutto insieme la carota tagliata a dadini, la cipolla tagliata a rondelle ed i pomodori a pezzetti con un pizzico di sale. Ho fatto cuocere coperto a fuoco basso per 30 minuti. Ed anche qui, all'occorrenza aggiungere qualche cucchiaio di acqua calda o di brodo.

A fine cottura ho riunito il tutto lasciando ancora qualche minuto sul fuoco e volendo potete inaporire con un pizzico di cumino in polvere e.......
BUONA MANGIATA DE CARNE A TODOS!!!!!