29 gennaio 2015

un compleanno davvero speciale

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Nel mio paese adottivo ci sono tanti personaggi unici, particolari, originali, simpatici, fuori dalla norma e anche molto ingegnosi e fantasiosi......di tanti ho ed ho avuto il piacere di conoscere personalmente e di tanti altri ho sentito solo narrare le loro "gesta".
Poi ci sono persone, che sono l'anima ed il corpo del paese, che sembra che ci sono state sempre e che sempre ci saranno, e a queste persone sono legati eventi straordinari come quello che abbiamo vissuto ieri sera nel Convento di Santa Irene: il festeggiamento dei 100 anni del nostro caro Padre Antonio Giuri; dei festeggiamenti che si sono svolti così com'è la sua persona, quasi in punta di piedi. Padre Antonio é un frate Amigoniano molto umile e riservato, modesto e silenzioso, con dei tratti molto timidi ed allo stesso tempo con altri molto vispi dove i suoi occhi si illuminano con quella gioia ancora di un bambino.

E' sorprendente vedere lo spirito e la forza che ha in se; come sia sempre viva quella sua curiosità e come sia vigile a tutti i cambiamenti che avvengono intorno a se.



Quale sia il suo segreto non ci è dato saperlo, ma non vi é dubbio che la sua fede e la sua spiritualità siano la fiamma che alimenta la sua anima.





TANTI AUGURI PADRE ANTONIO!!!

21 gennaio 2015

"friselle" "zampanelle" bruschette"

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L'altro giorno mia nipote, che sta attraversando il nord della Argentina con il suo zaino, mi ha lanciato una bellissima sfida che mi sta facendo scervellare: cibi vegetariani che non hanno bisogno di cottura né di frigo!!!!

La prima ed unica idea che mi é venuta é stata l'insalata di fagioli con cipolla; pensando e ripensando mi sono venute in mente friselle , zampelle e bruschette, e questo più che una seconda idea sono tre insieme!!!.
Le "friselle" le preparo, accompagnate con un buon formaggio, come cena in estate, ricordando ai miei famigliari che vivono in Puglia; pietanza originaria di quella zona.

Le friselle sono dei taralli fatti con farina di grano duro, con orzo o con farina integrale cotte al forno, poi tagliati a metà e ripassati nuovamente nel forno. Non possono essere considerate come pane, visto che sono state cotte due volte e la loro consistenza è dura; prima di condirle y consumarle, bisogna bagnarle nell'acqua.
Lo racconto a mia nipote solo come una curiosità, non credo che riuscirà a trovarle a Catamarca!!! Mentre per noi é molto facile trovarle in tutti i negozi ed anche in tanti forni.

Pero per lei sarà facile prepararle come di abitudine si fa in Abruzzo con fette di pane casereccio raffermo, che in dialetto si chiamano le "zampanelle".

Passiamo le fette di pan molto velocemente sotto il getto dell'acqua di rubinetto e le sistemiamo su un piatto mettendoci sopra i pomodori tagliati a pezzetti, l'origano, il basilico, saliamo e le irroriamo con un ottimo olio d'oliva. Personalmente affinché siano più saporite io condisco prima in un piatto i pomodori già tagliati con il sale e gli aromi (a chi piace é perfetto aggiungere dell'aglio tagliato piccolo) e solo dopo un po', quando i pomodori hanno rilasciato il proprio liquido di vegetazione, condisco le fette del pane con tutto il sughetto.

 Un altra alternativa puo' essere quella di preparare  le "bruschette": fette di pane casereccio fresco grigliate da ambo i lati condite sempre con dell'ottimo olio d'oliva e con i pomodori, o con i peperoni arrostiti, o con le zucchine o melanzane arrosto, con crema di carciofi, con paté di olive, con la mozzarella, con la salsa di pomodori e peperoni......mi viene in mente che si può provare a  metterci le cipolle arrosto tagliate a rondelle....tutto ci sta bene!!!
E mentre io mi spremo le meningi........
                            BUONE VACANZE!!!!!!!     

19 gennaio 2015

le farchie di fara filiorum petri

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Continuando a visitare questo meraviglioso Abruzzo con tutte le sue tradizioni, i suoi costumi e le sue feste popolari..... quest'anno per la prima volta ho avuto la possibilità di assistere a questo spettacolare evento che si tiene a Fara Filiorum Petri nel Chietino: le "Farchie", una festa realizzata in onore di Sant'Antonio Abate in ricordo del miracolo fatto a difesa di questo paese dall'invasione francese il giorno 16 gennaio del 1799.
Ho avuto la fortuna di avere casualmente al mio fianco una insegnate del luogo che mi ha raccontato tutta la storia di questa tradizione che si tramanda dai tempi dei tempi; e chi meglio di lei poteva raccontare tutti i dettagli visto che, ogni anno, prende parte attiva alla preparazione delle farchie stesse.

Se uno pensa a tutto il lavoro che vi é dietro a questa festa, riassumere il tutto a la sola giornata del 16 gennaio é veramente così limitativo, visto che l'accensione delle Farchie é l'ultimo atto di un evento che i faresi sentono, vivono e preparano con tanta dedizione sera dopo sera.
Vi é tutto un rituale nei preparativi delle Farchie, che le stesse famiglie di ogni contrada portano avanti da anni con la stessa vigoria.
Per tante sere vi é un impegno di gruppo molto imponente, dove si lavora sodo ma allo stesso tempo é la parte più importante della festa; ci si diverte tra grandi fuochi che ardono, tra pietanze, preparate a turno dalle famiglie, e vino; tra canti e balli.
Giorni di lavoro dove ognuno ha il suo compito ed i "Mastri" insegnano ai più giovani l'arte di creare la farchia intrecciando le canne legati con i rami di salice rossi; dove vi é l'unione e la forza per trasportarla; l'abilità, la capacità e l'esperienza del capofarchia per metterla in piedi, lavoro riservato a pochi.......
 
...per poi arrivare alla conclusione tra un brulicare di persone, di incitamenti, di canti e suoni, di barilotti di vino.....in poche parole alla "Festa".

Ho filmato alcuni momenti salienti dell'avvenimento, anche se é stato veramente difficile visto la mia posizione e l'andar e venire di tanta gente, se volete curiosare cliccate qui: "16 Gennaio 2015 Le Farchie di Fara"
e se avete la possibilità non perdetevi questo appuntamento l'anno prossimo........

17 gennaio 2015

lu sand'andonie - sant'antonio abate



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17 gennaio S. Antonio Abate.


In questo giorno, ancora in molti paesini, oltre che a far benedire gli animali ed i pani, e ai diversi festeggiamenti in onore di questo santo, é costume andar cantando lu Sand'Andonie.......avete mai avuto l'occasione di assistervi? oppure vi chiedete cos'è??.

Fino a poco tempo fa, anche nel mio paese acquisito, era tradizione in questo periodo veder arrivare " MARIANO"  insieme ai suoi figli a cantare il Sand'Andonie.....è vero, ne avevo sentito parlare di questo pellegrinaggio per le case del paese e dintorni, da parte dei paesani stessi che cantavano, suonavano e rappresentavano le lotte del santo contro il demonio e della sua vittoria sul male; quanti aneddoti poi si raccontavano legati a queste visite......... pero un'altra cosa è stato viverlo di persona, vederli arrivare in casa ed assistere alla loro rappresentazione......é un bellissimo ricordo che porto con me.......

E parlando di sacro e di profano non posso non menzionare Civitella Casanova, tra i vari paesi dove vengono svolti dei festeggiamenti in onore a S. Antonio Abate. A Civitella Casanova è da nove anni che l'associazione culturale locale svolge una bellissima manifestazione.....
 
é un intera giornata di festeggiamenti che comincia dal mattino presto all'insegna di vecchie tradizioni, tra dolci tipici e vino, costumi, musica e balli popolari; esposizione di artigianato abruzzese e dimostrazione di antichi mestieri. Come ogni paese, anche Civitella ha il suo dolce dedicato al Santo: i "Cieje de Sand'Andonie", che bisogna assolutamente assaggiare.

Questa é solo una parentesi gastronomica, 3 dolci tipici di 3 paesini diversi:

Cieje de Sand'Andonie
(Foto presa da internet)
Catignano:
Tarallo di S. Antonio
Fara Filiorum Petri
Serpentone di S. Antonio
Ritornando a Civitella.........nel pomeriggio si prosegue, per le vie del paese, con l'emozionante sfilata allegorica
 

formata dagli stessi paesani, dai componenti dell'associazione e dai gruppi folcloristici che poi in piazza rappresenteranno brevemente la vita di S. Antonio, tra recite, canti e balli........

 

Queste foto le ho scattate due anni fa; e sono veramente pronta a rivivere domani lo stesso incanto e le stesse emozioni e..........
VIVA, VIVA SANT'ANTONIO!!!!!  

13 gennaio 2015

insalatona di pollo con dadini di pancetta

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Vi sembra così semplice mettere in pratica quel " si torna alla normalità"???, dopo le feste fatte; men che meno davanti ad una fettina di petto di pollo arrostito e all'insalata senza sale e senza quasi condimento........veramente ti viene voglia di dire comincio da domani!!!
Ed infatti farò proprio così........per oggi ci do ancora un tocco di allegria e di sapore; a volte basta veramente un tocco in più per rendere più invitante la stessa identica pietanza!!!

Tanto che al solito petto di pollo arrostito; alle insalate varie; ai pomodori; rucola; mais; cipollotti; lavati e tagliati tutti e messi in una insalatiera, ci aggiungo dei dadini di pancetta affumicata passati prima in padella, fatti raffreddare e versati sopra all'insalatona che avremmo precedentemente condito con dell'olio d'oliva, un pizzico di sale e con dell'aceto o limone.
Se poi volgiamo aggiungere un altro tocco per farlo ancora più completo ci spruzziamo della glassa di aceto balsamico e........

la TRASGRESSIONE è FATTA!!!!

10 gennaio 2015

coppe di pandoro crema, noci e torrone

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Tutti gli anni mia cognata mi regala un pandoro artigianale che tutto sembra meno che un pandoro!!! E' ottimo da mangiare in ogni modo, da solo, con il miele, con.......
Poi con esso, in più, mi sbizzarrisco a creare altri dolci ancora, tipo pandoro con dulce de leche e caramello; se poi teniamo conto che in questo periodo va in giro pure il torrone, queste coppe sono l'ideale.

Per prepararle vi servono:

Pandoro; caffè o liquore al caffè; noci sgusciate e torrone al cioccolato.
per la crema pasticcerarosso d'uovo 3; zucchero 125 gr.; farina 50 gr.; latte ½ litro; buccia di  ½ limone oppure ancora meglio d'arancia; stecca di vaniglia 1. 
Tenete conto che con queste quantitativi otterrete una buona dose di crema, se dovete preparare solo 2 o 3 coppe dimezzate le dosi.




Come prima operazione preparate la crema pasticcera e nel frattempo anche il caffè. Dopo di che tagliate il pandoro in dischi della misura delle coppe dove andrete a servire il dolce, e tanti dischi quante sono le coppe, tenendo presente che per ognuna ci vorranno dai 4-5 dischi.
Adesso cha abbiamo tutto pronto "incoppiamo":
Sul fondo della coppa mettiamo un po' di crema, sopra un disco di pandoro che andremmo a bagnare con il caffè o il liquore al caffè, altra crema pasticcera ed una spolverata di noci tritate grossolanamente, un'altro disco di pandoro e così via fino all'ultimo disco dove oltre alla crema ci metteremo il torrone al cioccolato tagliuzzato e.....
DOLCE GHIOTTONERIA!!!

uova al pomodoro e formaggio

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Ieri sera non sapevo che cucinare e guardando dentro il frigo per farmi venire un idea ho visto, tra le altre cose, che avevo un pò di sugo pronto e del formaggio fresco......si è accesso così forte il ricordo di un sapore della mia infanzia ormai scordato completamente..... subito mi sono messa all'opera e il risultato era quello sperato: son ritornata così indietro nel tempo da vedermi nella cucina di mamma insieme ai miei fratelli......bellissima emozione...l'ho mangiato così di gusto!!!.
Credo che é il piatto dell'infanzia di tutti: "uova in purgatorio"...con solo la variante del formaggio; e sono più che certa che non ci sarebbe neanche bisogno di dare la ricetta però......

Ecco gli ingredienti per 4 persone:

pomodoro a pezzetti 400 gr.; uova 8; formaggio fresco o sottilette; cipolla ½; olio d'oliva e sale.
Le quantità sono approssimative, perché come al solito tutto dipende dai gusti, chi lo preferisce con più pomodoro, chi un uovo solo, chi tanto formaggio, chi molta più cipolla...

Tritate le cipolle e fatele stufare con dell'olio a fuoco medio; aggiungete il pomodoro e lasciate cuocere evitando però che il sugo si addensi troppo. Se avete del sugo pronto che vi era rimasto dal pranzo, come é successo a me, fate ancora più veloce!!
Fate dei piccoli incavi nel pomodoro dove versare le uova e farle cuocere; distribuite del formaggio fresco o delle sottilette tagliate piccole qua e là, salate e coprite lasciando sul fuoco per pochi minuti, circa 6-8, dipende da come vi piacciano cotte. A fine cottura e a seconda dei gusti potete aromatizzare con del basilico, dell'origano, della maggiorana anche del pepe macinato......
Servitele quando sono ancora belle calde con tanto, ma tanto pane e ............
BUONA INZUPPATA!!!!! 

8 gennaio 2015

spaghetti con crema di zucca e crescenza

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Dopo tutta la baraonda "alimentare" e "non" di questi giorni, finalmente si ritorna alla normalità.......purtroppo con la parte negativa dei soliti ritmi frenetici e caotici.
Oggi ci vuole un piatto semplice, sbrigativo, leggero e con i sapori buoni dell'orto......ho voglia di zucca!!!

Gli ingredienti che ci servono per preparare questo primo sono:

spaghetti 350 gr.; zucca 400 gr.; crescenza 100 gr.; parmigiano grattugiato; cipolla 1; alloro 3 foglie; pepe; olio d'oliva e sale.

Dopo aver privato la zucca dei suoi semi la tagliamo a pezzi non troppo grandi e la priviamo della buccia. Tagliamo a rondella la cipolla che faremo appassire con dell'olio a fuoco medio; aggiungiamo la zucca tagliata, facciamo insaporire per pochi minuti, ci versiamo sopra dell'acqua calda, le foglie di alloro, saliamo e lasciamo cuocere per circa una 10 di minuti, dipende dalla consistenza della zucca. Teniamo conto che non deve rimanere liquida la salsa, quindi regolatevi sulla quantità di acqua che aggiungete! Una volta tolto l'alloro frulliamo molto grossolanamente la zucca e ci incorporiamo la crescenza e due cucchiai di parmigiano amalgamando il tutto per bene e lasciando ancora sul fuoco a fiamma bassa per pochi secondi ancora.
Una volta lessati gli spaghetti in abbondante acqua salata, li andremmo a condire con questa salsa spolverando con del pepe nero macinato e........
BUEN PROVECHO!!!

5 gennaio 2015

rosca de reyes - corona dei re magi

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Non ci può essere un 6 di gennaio senza la "rosca de reyes". Questo dolce è tradizionale nei paesi spani, e naturalmente in Argentina, e viene preparato in questo giorno specifico.
Vi è tutta una storia sul perché si prepara questa corona, che spero di riuscire a raccontarvi domani; ma intanto vi spiego come si prepara, nel caso vogliate tradire la befana per adorare i re magi.

Gli ingredienti che ci servono per preparare il dolce sono:


lievito di birra 25 gr.; acqua 70 ml.; zucchero ½ cucchiaino; farina 500 gr.; burro morbido 100 gr.; zucchero 100 gr.; uova 3; buccia di limone e di arancio grattugiate 1 cucchiaio; essenza di vaniglia  ½ cucchiaio; sale ½ cucchiaino.

Invece per la copertura ci occorre:
farina oo 50 gr.; amido di mais 20 gr.; uova 2; latte ½ litro; vaniglia 1 stecca oppure 1 cucchiaio se liquida; zucchero in granella; ciliege miste candite; marmellata di albicocca 3 cucchiai; acqua fredda 1 cucchiaio; uovo 1 per spennellare.

Prima di iniziare vi dico di non scoraggiarvi, forse come al solito la descrizione sembra complicata, ma alla fine è una passeggiata!!! Comunque cercherò di essere il più sintetica possibile:
Facciamo sciogliere il lievito di birra con il latte leggermente tiepido, ci aggiungiamo il ½ cucchiaino di zucchero e 2 cucchiai di farina e lasciamo lievitare fino a che non raddoppi il suo volume, circa una 15 di minuti più o meno.
In una ciottola mischieremo metà della farina che ci è rimasta con il sale formando una fontana nel mezzo dove andremmo a mettere il lievito ottenuto, le buccie grattugiate e l'essenza di vaniglia. A parte mischiamo le uova con lo zucchero e lo aggiungiamo al composto precedente amalgamando bene ed incorporando un pò alla volta il burro, che deve essere molto morbido, tagliato a pezzetti e la farina restante. Lavoriamo bene fino a rendere il composto liscio ed omogeneo.


 Imburriamo ed infariniamo uno stampo più grande della misura dell'impasto che andremmo ad appoggiare al centro e con l'aiuto del nostro gomito, precedentemente infarinato, faremo una leggera pressione con dei movimenti rotatori formando un buco centrale, dove riporremo una ciotola anch'essa imburrata ed infarinata e lasceremo lievitare ancora fino a che raddoppi il suo volume. L'accorgimento della ciotola serve per evitare che il buco si richiuda quando lieviterà ancora.


Nel frattempo prepariamo la crema pasticcera: Mettiamo sul fuoco il latte con la stecca di vaniglia; intanto mischiamo la farina con l'amido di mais, incorporiamo le uova e sbattiamo bene fino a togliere ogni grumo ed aggiungiamo metà dello zucchero, l'altra metà la aggiungiamo al latte. Togliamo la stecca di vaniglia ed aggiungiamo meno della metà del latte al composto appena fatto che andremmo ad aggiungere al restante latte non appena questo comincia a sobbollire, Giriamo bene lasciando addensare sul fuoco per pochi minuti ancora lasciando raffreddare molto bene. 
Riprendiamo la nostra torta, la decoriamo con la crema tramite l'aiuto della tasca da pasticcere, la spenneliamo con un uovo sbattuto solo sull'impasto scoperto ed inforniamo per 25-30 minuti in forno a 180°. Per essere certi della giusta cottura fatte sempre la prova con lo stuzzicadenti che deve uscire asciutto una volta infilzato nella torta.



Adesso non ci rimane che finire di decorarla: Prepariamo lo sciroppo sciogliendo in un tegamino sul fuoco per pochi minuti 3 cucchiai di marmellata di albicocche con 1 cucchiaio d'acqua; ci spennelliamo la torta e decoriamo con lo zucchero in granella e le ciliege candite e...........
sperando di aver fato una bella corona per i re, vi auguro un..........
FELICE GIORNO DEI RE MAGI!!!!