31 luglio 2014

cavolfiore, insalata di rinforzo

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Voglio chiudere, in questo luglio così anomalo da sembrare quasi dicembre, con questo piatto tipico napoletano.
E come sempre, prima di farvi vedere la preparazione, vi racconto qualche curiosità su questa insalata di rinforzo che, a Napoli, viene rigorosamente preparata per la Vigilia di Natale ed accompagna tutto il periodo natalizio fino a Capodanno. In quei sei giorni essa viene "rinforzata" ogni giorno con gli ingredienti che di volta in volta si vanno consumando o aggiungendoci di nuovi.
Come al solito, ognuno ha il suo modo di prepararla, il suo ingrediente chiave, pero una cosa è più che sicura  la vera insalata di rinforzo richiede le "Papacelle", ma possiamo  benissimo sostituirli con dei peperoni sottoaceto.

Partiamo con gli ingredienti di base:
cavolfiore 1; sottoaceti misti; peperoni rossi sott'aceto; olive verdi e nere denocciolate; alici sott'olio; capperi; olio extravergine di oliva; aceto; sale e pepe.
Non specifico i quantitativi degli ingredienti per il semplice fatto che molto dipende dalla grandezza del cavolfiore e anche dai gusti personali: si può abbondare di più con un ingrediente rispetto ad un'altro (personalmente non digerendo molto i peperoni ce ne metto molto pochi! Anche se in questo piatto ha il suo valore.)

Tagliamo il cavolfiore a cimette e lo facciamo cuocere per circa 10 minuti in acqua bollente salata;  controllate che non scuociano, ma che rimangano un pò duri.
Una volta scolato il cavolfiore e quando si è raffreddato,  lo disponiamo direttamente nel piatto di portata o in una insalatieta e incorporiamo i sottoaceti misti ed i peperoni sottaceto, le olive tagliate a rondelle, le alici ed i capperi tagliuzzati. In una ciotolina mettiamo l'olio e l'aceto nella stessa proporzione, un pizzico di sale e del pepe, emulsioniamo e lo versiamo sull'insalata. Giriamo il tutto molto delicatamente e mettiamo in frigo per alcune ore; volendo si può tranquillamente preparare il giorno prima, il suo sapore sarà ancora migliore!!

Questa insalata è un piatto indicato per i vegetariani ed i vegani, naturalmente evitando di mettere le alici; mentre se invece vogliamo fare una variante molto personalizzata, per renderlo ancora più completo come piatto unico, si può aggiungere del tonno sott'olio e delle uova sode.

Ancora una curiosità, nel caso vogliate sapere cosa sono le "Papacelle": è un peperone tipico della campania di forma piccola, corta e tondeggiante, molto profumato, dal sapore dolce e molto carnoso, difficilissimi da trovare fuori dal territorio campano.
E dopo questo vi auguro un
BUEN PROVECHO!!!!!!   

27 luglio 2014

anelli alla pecorara

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 Oggi ripercorro le tradizioni della terra di origine di mio padre, il Teramano, ed in particolare vado in un piccolo borgo medievale sulla Vallata del Fino: Elice, che ha dato i natali a questo squisito e ricco piatto montano. Oggi molto riveduto ed arricchito, visto che la pasta alla pecorara era un piatto povero dei contadini che, nel periodo medievale, veniva fatta con farina ed acqua e condita con solo olio, aglio e peperoncino e si mangiava tutti i giorni. Poi invece è diventato un piatto ricco, da fare i giorni di festa, visto anche la preparazione che richiede del tempo. Come per ogni ricetta in ogni zona ci sono delle varianti ed ognuno ha il suo modo di eseguirla ed i suoi ingredienti.......io l'ho scoperta in questo modo e così la preparo:

anelli 500 gr; guanciale 50 gr.; melanzana 1; zucchina 1; peperone 1; cipolla ½; pomodori passati 200 gr.; ricotta di pecora 50 gr.; pecorino grattugiato; olive nere 40 gr. circa; basilico; olio di oliva e sale.


Mettiamo in un tegame la cipolla, (io la taglio a rondelle mi piace sentire la cipolla,
ma va benissimo se la tritate), l'olio d'oliva ed il guanciale tagliato sottile a rosolare; dopodiché aggiungiamo il pomodoro e lasciamo cuocere per circa 15-20 minuti. Nel frattempo tagliamo la melanzana e la zucchina a dadini e li facciamo cuocere rigorosamente separatati in un tegame antiaderente con poco olio. Il peperone andrebbe arrostito e tagliato poi a listarelle, ma va benissimo anche farlo sfriggere in tegame.
Una volta che la salsa di pomodoro è pronta si aggiunge del basilico, le olive snocciolate e tagliate a rondelle e le verdure precedentemente cotte; lasciamo insaporire per qualche minuto.
Nel frattempo avremmo messo a bollire l'acqua dove andremmo a cuocere la pasta; una volta scolata la versiamo nel tegame del condimento, spolveriamo con una bella manciata di pecorino grattugiato e facciamo saltare. Impiattiamo e sopra la pasta, con l'aiuto dello schiacciapatate facciamo scendere una bella nevicata di ricotta.

Se volete cimentarvi a preparare la pasta voi, vi servirà:

farina di grano 400 gr.; semola di grano duro 200 gr.; uova 4; acqua circa 1 bicchiere e sale

Mischiate le farine e con esse formate la solita fontana ed al centro versate le uova, l'acqua tiepida ( vi consiglio di aggiungerla un pò alla volta, per vedere l'effettivo quantitativo che vi serve) ed un pizzico di sale. Ammassate fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico, lasciando riposare per 15 minuti coperta con uno strofinaccio. Stirate l'impasto fino ad ottenere dei lunghi cordoncini sottili, che avvolgerete sul dito per formare l'anello, tagliate e ripetete l'operazione fino a quando non avrete finito tutta la massa.......lessateli in acqua salata, condite e.........
BUEN PROVECHO!!!!

25 luglio 2014

La leggenda del CEIBO, fiore nazionale argentino

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Il mio intento, con questo blog come ho già detto altre volte, è quello di raccontare abitudini, usi e costumi di questo paese che è l'Italia e soprattutto della mia regione adottiva, l'Abruzzo, ai miei familiari che vivono in Argentina. Però oggi, guardando notizie qua e la, come ogni mattina,  mi sono imbattuta in questa foto ed è stata una fitta al cuore! E, se non vi dispiace, oggi voglio invertire la situazione e voglio far conoscere e raccontare, ai miei familiari e amici italiani, la leggenda che è legata al fiore nazionale Argentino: il CEIBO.                                   Un fiore che mi porta tanti ricordi infantili, per fortuna non solo di studi, ma soprattutto di vissuto....una vicina di casa aveva questo bellissimo albero, ed insieme ad un'altra mia amichetta, avevamo solo 6 anni, andavamo a rubare i suoi fiori.......peccato di non averne uno tra le mani, vi farei vedere cosa ci facevamo con loro......... Scusate, mi sono persa nei ricordi........
Dicevo, racconta la leggenda, tramandata oralmente, che in una tribù guaranì, bellicosa e guerriera, che abitava lungo il fiume Paraná vi era una ragazza dall' aspetto rude e bruttino , ma era audace e coraggiosa, di animo nobile e possedeva una voce meravigliosa; il suo nome era Anahí. Lei cantava con molta dolcezza le canzoni inspirate ai suoi dei ed all'amore per la terra di cui erano padroni, e tutta la tribù rimaneva assorta ascoltandola. 
Ma arrivarono i conquistatori spagnoli, li agguerriti uomini bianchi, che rasero al suolo il loro accampamento, strappando loro la terra, gli idoli e la loro libertà. Anahí lotto insieme ai guerrieri del
suo popolo, per difendere la sua famiglia e tutta la comunità. E lo fece con incredibile bravura e coraggio, rivelandosi una grande guerriera e svegliando ammirazione sia nei difensori che negli attaccanti. 
Ma per quanto lottassero le armi degli invasori ebbero la meglio, e fra i sopravissuti anche Anahí fu pressa prigioniera e portata via legata per paura della sua ribelle forza di lottare.
Dopo diverse giorni di dolore, sofferenza e pianti, finalmente una notte, la sentinella, incantato dal suo dolce canto si addormentò e Anahí non si fecce sfuggire l'occasione di scappare; solo che un'altro soldato spagnolo la vide fuggire e diede l'allarme. Inseguita, fu ben presto raggiunta e nuovamente catturata e condannata a morire sul rogo.

Una notte di luna piena, Anahí fu legata ad un palo e sotto di lei la catasta di legna comincio a prendere fuoco; non un grido, non un pianto, non un lamento: il sacrificio della sua morte era l'eredità che lasciava al suo popolo e doveva servire d'esempio per continuare nella lotta per la loro libertà. 
C'è chi racconta che all'alba, quando il fumo ormai era svanito, dalle ceneri si levarono delle fiammelle rosse che si sollevavano quasi danzando; al posto del palo si ergeva una rigogliosa pianta dalla foglie verdi lucenti e le fiammelle diedero il posto a grappoli di fiori rossi...il sangue di Anahì che sgocciolava.

"Il Ceibo rappresenta l'anima indomabile di una stirpe che non vuole morire" ed Anahí una delle tante donne coraggiose che hanno lottato per la libertà.

24 luglio 2014

fagiolini su crostini

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Un modo molto veloce e diverso di cucinare i fagiolini, che potremmo usare come antipasto, come stucchino in una cena tra amici, come piatto unico, come......più vi piaccia....... 
Io li ho preparati per Pina, alla quale piacciono tanto.....ed anche a me!!!

Vediamo gli ingredienti:

 Fagiolini 350 gr.; uova 3; pan carrè 2 fette a persona; limone spremuto ½; olio d'oliva e sale.

Dopo aver pulito e lessato i fagiolini li metteremmo in un tegame con dell'olio su fuoco medio per pochi minuti, per farli insaporire, rigirandoli ogni tanto. Sbattiamo le uova, saliamo ed aggiungiamo il succo di limone ( io dico metà limone, ma teniamo conto effettivamente del succo che questo ha! all'incirca dovrebbe essere un 30 ml.). Continuiamo a girare per far incorporare il succo di limone alle uova e versiamo nel tegame con i fagiolini rigirando di continuo per far si che le uova si strapazzino!. Nel frattempo mettiamo a tostare le fette di pan carrè, le tagliamo a metà in modo da formare dei triangoli e sopra ci adagiamo i fagiolini con l'uovo; decoriamo con del basilico e......
BUEN PROVECHO!!!!!!

22 luglio 2014

aglio, da raccogliere con la luna calante e come intrecciarlo

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Luna calante!!!!! per noi che ci troviamo nell'emisfero nord fino a sabato è il periodo migliore per seminare le diverse varietà di verdure ed insalate che mangeremo questo autunno, e nello specifico le rape, le bietole, i finocchi, cicorie, porri, ravanelli, indivie, radicchio,  cavolo cappuccio, scarole e cavolfiori

E non trascuriamo di occuparci di raccogliere tutto quello che dovremmo conservare e consumare durante l'inverno: parliamo delle patate, delle erbe aromatiche, degli ortaggi da fare sotto olio, delle cipolle e dell'aglio.


E visto che ci siamo, approfitto delle gentilezza e dell'abilità di Anita, per farvi vedere come intrecciare l'aglio (nel caso del filmino) e la cipolla per conservarli appesi, in un luogo ombreggiato, asciutto e arioso, per tutto l'inverno......







18 luglio 2014

Propietà della lavanda

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Mentre raccoglievo i fiori di lavanda, e mi riempivo il cuore con il suo profumo, mi chiedevo se voi avete avuto la possibilità, l'opportunità e il tempo per coltivare questa bellissima pianta, che come ho già detto non solo è profumatissima e decorativa nel nostro giardino o balcone, ma è anche una pianta dalle notevoli proprietà e preziose virtù: è antisettica; antiasmatica;  calmante; cicatrizzante; disinfettante; favorisce la digestione ed il sonno  (un buon alleato contro l' insonnia); è un buon calmante contro le punture degli insetti; il suo profumo disturba le zanzare ed allontana le tarme...tutto questo, ed altro ancora, in una sola pianta!!!
Le caratteristiche del profumo della lavanda è data dal olio essenziale che produce la pianta stessa ed in special modo i suoi fiori che vengono utilizzati sia freschi che secchi.
Ho cercato come fare per estrarre in casa l'olio essenziale, però in base a quello che ho letto la cosa non è così semplice, da 150 gr di fiori di lavanda si ottiene 1 ml di olio!!.
Però credo, che prima di vedere tutto quello che possiamo fare con la lavanda, in che modo e per quali problemi, dobbiamo cominciare dall'inizio:
La prima operazione consiste nel raccogliere i fiori di lavanda quando la parte inferiore del fiore si é aperta e la parte superiore ha appena cominciato; il momento migliore per farlo è nelle tardi sere, nei giorni di luna crescente. Tagliare i gambi minimo di circa 10 cm. lunghi stando attenti di tagliare dove cominciano le prime o seconde serie di foglie, per far si che la pianta continui a svilupparsi in armonia. Formeremo dei mazzi con essi legandoli ben forte, affinché quando si seccheranno non cadano, e li appenderemo testa in giù in un luogo in penombra, secco e ben ventilato per due settimane.  
A questo punto separiamo i fiori dalle spighe e, se non li utilizziamo immediatamente, li  andremmo a conservare in un contenitore a chiusura ermetica; io normalmente li metto in una scatola di metallo dove si conservano perfettamente per più di un anno, ma va benissimo anche il vetro, la ceramica, ma non la plastica!!.

Adesso, con i fiori freschi, appena raccolti, possiamo preparare dell' olio di lavanda, che non è concentrato come l'olio essenziale che troviamo in commercio, però che ottiene i suoi buoni risultati; acqua  e sali di lavanda, fermo restando che per questi ultimi due vanno bene anche quelli secchi.
Con i fiori secchi  possiamo fare sacchetti e cuscini profumati; inalazioni; candele; saponi......

Vediamo quando usarla; naturalmente teniamo presente che se decidiamo di comprare direttamente l'olio essenziale, avremmo bisogno di poche gocce dato che è pura essenza concentrata!!

In caso di raffreddori, tosse, laringite, naso congestionato: Perfetta per il suo effetto balsamico.
Far bollire un bicchiere d'acqua al quale aggiungere due cucchiai di fiori secchi o 5-6 gocce di olio e spegnere immediatamente la fiamma e utilizzarlo per fare dei suffumigi, oppure possiamo metterlo dentro il deumidificatore della nostra stanza al fine di respirarlo tutta la notte. Per un effetto più completo possiamo aggiungere alcuni semi de eucalipto.
  
♠ In caso di nevralgie, di dolori addominali, mal di testa, dolori muscolari:   Effetto analgesico e lenitivo. 
Applicare alcune gocce di olio di lavanda nella parte interessata e massaggiare per alcuni minuti. Per quei mal di testa dovuti a tanta tensione accumulata applicare nelle tempie, nella fronte e nella nuca e massaggiare.  

♠ In caso de insonnia dovuto ad agitazione o nervosismo: Grazie al suo effetto calmante e tranquillizzante.
Spruzzare nella stanza o sul cuscino dell'acqua di lavanda o alcune gocce di olio, chi ha la pietra per diffusione degli aromi può spargerle sopra di essa, per avere un effetto benefico per tutta la notte. Un'altra possibilità è di frizionare con l'acqua di lavanda o con gocce di olio di lavanda  i polsi e anche molto buoni son i sacchetti e cuscini profumati da mettere sotto il cuscino. Vi ricordo sempre che ogni tanto, i sacchetti di lavanda, devono essere sfregati e mossi affinché riemanino nuovamente il loro profumo.  
E che dire di un buon bagno con i sali di lavanda  molto rilassanti...anche se oggi il tempo per rimanere dentro la vasca per  20 minuti è quasi impensabile, e poi se pensiamo allo spreco di acqua!!!!, però credo che possa essere un buon compromesso, per tutti, un pediluvio. 


♠ In caso di punture di insetti:  Il suo profumo è molesto a molti insetti, soprattutto alle zanzare. La pianta li tiene lontani.
Applicare sulla pelle l'acqua di lavanda mischiata con alcune gocce di olio essenziale ( oppure parecchie in più dell'olio che abbiamo fatto) come protezione e, in caso de puntura, direttamente alcune gocce nella parte interessata. 
Ho letto che è buono contro l'attacco dei pidocchi: aggiungere alcune gocce di olio essenziale allo shampoo che si usa normalmente e massaggiare il cuoio cappelluto .....dovrò assolutamente provare a vedere se ha effetto sui cani ed i gatti contro i pidocchi e le zecche????


♠ Per le fastidiose coliche dei neonatiMassaggiare con alcune gocce (3-4) di olio di lavanda l' addome per alcuni minuti quando è in atto la colica. Un'altro accorgimento è di aggiungere nell'acqua della vasca, dove andrete a fargli il bagno, qualche goccia di olio, oppure un pugno di sali, o anche dell'acqua di lavanda che non solo farà bene per il suo intestino ma che sarà ottimo per fare un sogno sereno.

Per adesso mi fermo qui, anche se c'è ancora tanto da dire......

sacchetti e cuscini profumati alla lavanda

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Credo che non c'è pianta con più risorse della lavanda, o forse come ho già detto è il fiore che più profondamente porto dentro il mio cuore.
E' stata proprio mia madre che mi ha tramandato questa passione e questo insegnamento che io continuo a portare avanti negli anni e dentro di me, sentendola sempre vicina.
 E' da quando ero ragazza che mi riempiva gli armadi con i sacchetti, fatti da lei, per profumare i vestiti, però non mancavano neanche dentro ogni cassetto; li conservo ancora, e nonostante gli anni profumano ancora.....

Un consiglio che vi do, a proposito dei sacchetti e dei cuscini, e di muoverli, schiacciarli, sfregarli ogni tanto, in questo modo l'essenza del profumo tornerà a farsi sentire con intensità.


Se abbiamo visto come fare per avere i fiori di lavanda, a questo punto è solo questione di fantasia per realizzarli.
Non c'è neanche bisogno di saper cucire; se vogliamo fare anche del buon reciclaggio stiamo più che ben fornite con tutto il materiale che ci forniscono le bomboniere: tulle, fazzoletti, sacchetti, nastrini......
Sarà sufficiente mettere un buon pugno di fiori al centro, richiudere e circondare con dei nastrini legandoli ben forte; se vogliamo, alla sommità del nastro, faremmo un nodino in modo che si possa appendere nell'armadio o su una gruccia.

Se poi avete delle grandi abilità manuali, spazio alla fantasia: si possono fare dei cuscinetti di ogni forma e misura, con stoffe colorate che cuciremmo ai 4 lati oppure creando un'apertura nella parte superiore; o anche dei porta sacchetti all' uncinetto, e.........  
Come sono i vostri????

olio, acqua e sali di lavanda fatti in casa

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Se pensate che, in questi giorni, sono stata in cucina occupandomi solo dei miei ortaggi vi sbagliate completamente; perché dall'altra parte della casa stavo lavorando nel mio laboratorio erboristico, per riempire il mio armadietto dei medicinali alternativi
Questa è una stagione dove la vita è in pieno fervore e si raccoglie quello che si è seminato sia nell'orto che nel giardino ed è adesso che si preparano le riserve per l'inverno....in questo periodo il lavoro non manca mai!!!!!
Insieme alla maggiorana, la melissa ed altri, ho raccolto i fiori di lavanda, pianta ricca di propietà ed utilizzi; vi racconto cosa ho fatto con loro oltre ai sacchetti profumati per l'armadio



Olio di lavanda: Ho messo in un pentolino dell'olio di oliva a riscaldare a fuoco lento per alcuni minuti. In un recipiente di vetro ho messo i fiori freschi di lavanda, nella proporzione di 2 tazze di olio (500 ml.) e di 1 tazza di fiori (30 gr.), e ci ho versato sopra l'olio caldo. Stando attenta, ho agitato ogni tanto il recipiente chiuso con un coperchio di sughero, fino a quando non si è raffreddato; ho filtrato e ho messo l'olio ottenuto in boccette scure sempre con una buona chiusura ermetica. Ho etichettato le boccette e ci ho annotato la data in cui lo ho preparato ...... ed è pronto per essere usato. 
Adesso devo fare le prove con l'olio di mandorle, che come intensità di profumo è molto più delicato dell'olio di oliva e dovrebbe esaltare di più il profumo della lavanda.

Acqua di lavanda: Ho messo, sul fuoco, una pentola con 1 litro di acqua; una volta che ha bollito le ho aggiunto 30-50 gr. di fiori di lavanda (possono andare bene anche quelli secchi), ho spento la fiamma, ho coperto e lasciato riposare per 10-15 minuti, alla fine ho filtrato ed imbottigliato, sicuramente da essere utilizzato in pochi giorni......devo scoprire se dura del tempo tenendola ben chiusa; la prima volta ne ho fatta poca per vedere che risultato ottenevo e l'ho consumata rapidamente!!!  








Sali da bagno alla lavanda: Ho messo, in un recipiente di vetro, del sale marino ed i fiori di lavanda, nella proporzione di 1 tazza di sale ed un poco meno di ½ tazza di fiori (10 gr.), ho mischiato bene ed ho aggiunto 10 gocce dell'olio di lavanda e 3-4 cucchiai dei fiori che mi sono rimasti dell'olio appena fatto (dopo averlo filtrato), non mi piace sprecare niente, meno che meno quello che è prezioso!. Ho mischiato bene nuovamente tutto ed ho messo i sali in un contenitore con chiusura ermetica, lasciando riposare per un giorno prima di usarlo.               
Visto che avevo dei sali al muschio bianco li ho usati al posto del sale marino seguendo lo stesso procedimento ......di modo tale di avere due tipi diversi di sali. 
Ho letto che si usa anche il sale inglese mischiato al sale marino........come in tutte le cose ci sono infinite varianti a quello che si può fare. 
E con questi sali vi auguro un........
BUON RELAX!!!!!!

17 luglio 2014

fiori di zucchine in pastella e ripieni fritti

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Vi ho detto che, ieri, nella mia cucina c'erano zucchine che volavano da tutte le parti.....oggi mi dedico a pubblicare quello che ho fatto con i fiorellini....per il resto dovrete aspettare i prossimi giorni o anche mesi....


Possiamo dire che la morte dei fiori di zucchina sono in pastella e fritti, come ben a commentato prima Antonella; quindi vediamo come fare.





Prima di tutto prepariamo la pastella: sbattiamo le uova alle quali avremmo aggiunto un pizzico di sale e  aggiungiamo la farina lentamente (per evitare che si formino dei grumi) fino a quando la pastella sarà corposa;  aggiungiamo acqua frizzante ben fredda o della birra sempre ben fredda fino a che diventi più soffice: se dovesse diventare troppo liquida, niente paura, aggiungete ancora un po' di farina; in caso contrario, troppo spessa, aggiungete un'altro pò di acqua o birra. 
Lasciamo riposare qualche minuto la nostra pastella, il tempo di pulire i fiori di zucchine, aprendoli a ventaglio, e mettere l'olio sul fuoco; passiamo ogni fiorellino nella pastella e li tuffiamo nell'olio ben caldo, rigiriamo da ogni lato ed appena prendono colore li scoliamo bene appoggiandoli sulla carta assorbente o ancora meglio, come si faceva quando ero piccola, sulla carta da pane.

Se poi vogliamo dargli un colpo di vita, una volta puliti i fiori, nel suo interno ci mettiamo un pezzetto di mozzarella ed una alice sott'olio, chiudiamo riavolgendo il fiore, passiamo nella stessa pastella e anche questi andranno dritti dritti nell'olio e ..........
                       
QUALE PREFERITE DI PIÚ??????

fiori di zucchine ripiene al forno




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Ieri la mia cucina sembra una fabbrica su larga scala di produzione di zucchine in ogni sua variante: arrosto, fritte, ripiene, al forno, sott'olio e chi più ne ha più ne metta. Amo le zucchine, pero quando arriva il loro momento di massima raccolta questo sentimento si trasforma!!!, anche perchè non solo ci sono nuove zucchine che ogni mattina mi salutano, ma anche una infinità di loro fiori......ieri, oltre a farli fritti, ho fatto i  fiorellini ripieni al forno.

Vediamo quali ingredienti ci servono oltre i 12 fiorellini:

patate 3; emmental grattugiato 1oo gr.; parmigiano 20 gr.; olive verdi farcite (facoltativo); alici sott'olio 4-5; capperi; prezzemolo; pan grattato; olio d'oliva e sale.


Lessiamo le patate e una volte cotte le schiacciamo fino a renderle puré, saliamo ed incorporiamo tutti gli ingredienti: i formaggi grattugiati, le alici, i capperi e le olive tagliati piccoli, il prezzemolo tritato ed amalgamiamo bene. Una volta puliti i fiorellini di zucchine li farciamo delicatamente con questo ripieno e li richiudiamo, li adagiamo su una placca da forno, precedentemente foderata con carta da forno, e li spennelliamo con dell'olio di oliva e spolveriamo con il pan grattato


Se dovesse avanzarci del ripieno possiamo benissimo utilizzarlo per farcire le zucchine, aggiungendo alla farcia la polpa delle zucchine tagliate piccolissime. Inforniamo i fiorellini a 180° per circa 10-15 minuti ( per le zucchine ci vorrà circa 30 minuti) e.......

BUEN PROVECHO!!!!!    



fiori di zucchine come raccoglierli e pulirli

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Chi ha piantato le zucchine, nel proprio orto, ogni giorno ha la fortuna di vedere le piante piene di fiori oltre che di zucchine, e sono veramente ottimi in qualsiasi modo li vogliamo cucinare: fritti in pastella, ripieni al forno, ripieni fritti.
 Dobbiamo solo stare attenti, quando raccogliamo i fiori, a prendere solo quelli che stanno sullo stelo e mai quelli che si trovano alla fine della zucchina (questi serviranno all'ortaggio per continuare a crescere).


Un'accortezza maggiore dovremmo tenerla con le zucchine tonde, perchè è proprio nel calice del fiore che comincera a svilupparsi l'ortaggio!
Per pulire i fiori come prima cosa andremmo a togliere i sepali tutto intorno, e poi lo stilo interno, nel fare questa operazione dovremmo stare attente a non rovinare i petali del fiore, ho visto che molti dicono di non rompere la corolla.....ma io mi chiedo come si fa a farcirli, se non li apriamo lateralmente???