27 giugno 2014

Portapenne fatto con barattoli

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Finalmente comincio questa pagina, che credo sia in assoluto quella che ho lasciato di più in disparte, sarà anche perche effettivamente il tempo per dedicarmi a questi lavori è sempre di meno, con mio grande dispiacere.
Quando ero piccola a scuola ci insegnavano "Manualità"..... in quegli anni lontani ci insegnavano a riutilizzare ed a trasformare quello che si aveva; in questo modo sviluppavamo la nostra creatività e manualità; occupavamo il nostro tempo in modo produttivo diminuendo gli scarti.
Tra i vari ricordi di infanzia questo è uno di quelli che più mi è rimasto impresso e che ancora continuo a fare dandogli svariati utilizzi.
In questo caso lo uso come portapenne, pero possiamo metterci dentro tutto quello che ci venga in mente. 

I materiali che ci servono son: 

Barattoli di misure varie; gomitoli di lana; cartone rigido o tavoletta di legna, colla e decorazioni varie.                                                                                                       Vediamo la realizzazione:

Apriamo il barattolo togliendo le basi da ambo i lati, stando attenti che non rimangano delle sporgenze nei bordi, potrebbero causare dei tagli alle nostre mani, e le andremmo a schiacciare con l'aiuto di una pinza. 


A questo punto prendiamo un gomitolo di lana, naturalmente proporzionato all'apertura del barattolo e appuntiamo con la colla, nella parte interna, l'estremità iniziale della lana.


Adesso dovremmo coprire il barattolo passando il gomitolo da una apertura e facendolo uscire dalla parte opposta, ripetendo questa operazione fino alla totale copertura.
Se decidiamo di usare due colori incolleremo le due estremità, delle diverse lane, parallelamente e faremo fare un giro alla volta ad ogni gomitolo.  
Una volta finito appuntiamo con la colla la parte finale della lana, naturalmente sempre nella parte intrena del barattolo,  e non ci rimane altro che fare la base con del cartone rigido o con del legno e a questo punto lasciate andare la vostra fantasia con le decorazioni.

24 giugno 2014

pasta con patate alla napoletana

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Non so se è una cosa strana o il semplice trascorrere degli anni, adesso vado sempre di più alla ricerca di ricette tipiche e tradizionali dei miei due paesi e delle varie regioni alle quali sono legata familiarmente.
Molto casualmente, diversi giorni fa, parlando con la mia amica Lina  delle croste del parmigiano, lei e suo marito Luigi mi hanno raccontato di questa pasta e patate che si cucina giù a Napoli......e che dire, tutto un programma!!! La curiosità è più forte di me e ci voglio provare, come variante utilizzerò gli spaghetti tricolore in onore della partita di questa sera, dove giocano Italia contro l'Uruguay.

Come ingredienti ci servono:

spaghetti 100 gr.; patate 3; scalinata di vitello 400 gr.; croste di parmigiano; pomodorini pachini; carota; sedano; cipolla; olio e sale.

Prima di tutto ho raschiato e sciacquato bene le croste di formaggio, (quelle avanzate dopo che non era più possibile grattugiare altro), e le ho tagliate a pezzetti piccoli. Ho tritato la carota, il sedano e la cipolla che messo in un tegame insieme alla scalinata tagliata, ai pezzetti di crosta di formaggio ed ai pomodori pachini ed ho coperto con, all'incirca, 2 litri abbondanti
d'acqua ed ho salato; ho coperto ed ho messo a cuocere a fuoco medio fino ai primi bollori, dopo ho abbassato la fiamma ed ho lasciato sobbollire per una buona ora.




A quel punto ho aggiunto le patate che nel frattempo avevo tagliato a cubetti ed ho fatto ribollire per altri 15 minuti. Ho spezzettato gli spaghetti..... aiuto Luigi, scusa non ricordo se in dialetto napoletano si dice "spaghetti trinciati"??......e gli ho messi dentro il tegame fino a loro completa cottura e................



FORZA ITALIA!!!!!

21 giugno 2014

Don Jacinto - gelatina di ciliegie e panna

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Visto il nostro buon risultato con la gelatina fatta in casa, possiamo cominciare a lanciarci in opere più grandi anche se sempre semplici.

Queste è un dolce della mia lontana infanzia, che mia mamma preparava in certe giornate di festa; il perché del nome non lo so, e sinceramente, negli anni non lo ho mai trovato come ricetta...è un segreto che è rimasto con lei.

Però mi fa piacere condividere con tutti voi questo dessert delicato e fresco al tempo stesso, che fa dimenticare di essere gelatina.


Gli ingredienti che ci servono sono:

Per preparare la gelatina: succo de ciliegie 400 ml.; acqua 250 ml.; zucchero 100 gr.; colla di pesce 20 gr.
panna da montare 150 ml.; pesche sciroppate per decorare.

 Tagliamo a metà le ciliegie, togliamo i noccioli (non li buttate, fatteli asciugare al sole, metteteli da parte che poi vi racconterò che fare con loro) e le centrifughiamo fino ad ottenere 400 ml di succo e con esso prepariamo la gelatina base; con l'unica differenza che questa volta ci metteremo meno acqua visto che una volta che comincerà a raffreddarsi e a prendere una leggera consistenza di solidificazione ci incorporeremo la panna montata.









Mischiamo delicatamente fino a che si incorporino bene e lo lasciamo ancora dentro il contenitore, rigiriamo ogni tanto e solo quando vedremo che non si separano più, fra loro due, potremmo versarlo in uno stamPo con il buco.
Portiamo in frigo e lasciamo raffreddare molto bene, minimo per circa 6 ore, io vi consiglio di prepararlo la mattina se vorrete offrirlo dopo cena.
Lo sformiamo poco prima di portarlo a tavola e lo decoriamo con le pesche sciroppate o con altra frutta di vostro piacimento, e se non fosse sufficientemente calorico, potete accompagnarlo con della panna montata.
Vi do un consiglio per sformare la gelatina: immergete lo stampo per pochi secondi in acqua bella calda, date un colpetto laterale ed è pronto e............
BUEN PROVECHO!!!!!   

gelatina, come prepararla in casa

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Come promesso e finalmente dopo tanto, sono riuscita a dedicarmi alla gelatina da fare in casa; ricetta base indispensabile per noi che non abbiamo la possibilità di trovarla in polvere già pronta in vendita in tutti in negozi.
Se posso essere sincera, la nostra è una grande fortuna: non si discute, il sapore è tutta un'altra cosa!!!; la genuinità ed il gusto di ciò che è casalingo lascia sempre impallidire i prodotti industriali. Naturalmente, potete dirmi che l'unica pecca è data dal colore che è più chiaro, pero penso che a nessuno dispiacerà di mangiare un pò meno coloranti artificiali!!.
Gli ingredienti, poi sono pochi e facilmente reperibili:

frutta spremuta o centrifugata 400 ml .; acqua 400 ml.; zucchero 100 gr.; colla di pesce 20 gr..

Per questa preparazione ho usato l'anguria, però possiamo utilizzare ogni tipo di frutta, il procedimento è sempre identico; l'unica differenza la troviamo sui frutti che dovranno essere spremuti o centrifugati, l'arancia va benissimo spremuta e successivamente filtrata molto bene.
Detto ciò vediamo come procedere:

Tagliamo la frutta a pezzetti e la centrifughiamo; versiamo il succo ottenuto in un pentolino ed aggiungiamo l'acqua e vi immergiamo la colla di pesce, lasciandola ammorbidire per una quindicina di minuti. Mettiamo la pentola a riscaldare a fuoco medio e mischiamo fino a quando la colla di pesce non si scioglie. A questo punto aggiungiamo lo zucchero e giriamo ancora per qualche minuto. Spegniamo il fuoco e lasciamo raffreddare.


Adesso possiamo versarla in coppette ( con questa dose ne escono 6) e mettere in frigo a solidificare oppure utilizzarla per altri preparati.

Una curiosità: a seconda del grado di dolcezza della frutta ho provato ha ridurre un poco la dose di zucchero e per il mio gusto è risultata ancora meglio e...
A FARE LE PROVE!!!!!!

20 giugno 2014

Riso con scampi, asparagi e crema di carciofi


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Cercando di guardare sempre il lato positivo di ciò che succede a noi ed intorno a noi e, per quanto brutta sia la situazione, prendendo da esso il meglio...... sono andata a raccogliere gli ultimi asparagi selvatici e i carciofi che questa insistente e interminabile pioggia ha dato loro la possibilità ancora di crescere e ne approfitto per preparare un'altro primo "mare e monti"; in questo caso niente pasta ma un buon riso.
Gli ingredienti che ci servono sono:

carciofi 5-6; asparagi; scampi 350 gr.; riso 1 tazzina abbondante da caffè per persona; pomodori pachini; prezzemolo; aglio 2 spicchi; olio d'oliva e sale.

Come prima cosa andremmo a pulire i carciofi, che taglieremo a fettine
sottili e metteremo a cuocere in un tegame con dell'olio, l'aglio e d il prezzemolo ben tritati e ⅓ di bicchiere d'acqua. Copriamo e lasciamo cuocere per circa 10 minuti.
Nel frattempo tagliuzziamo gli asparagi che andremmo a mettere in un'altro tegame con dell'olio d'oliva e lo spicchio d'aglio intero (che non ci scorderemo di togliere prima di andar a condire il riso), lasciamo insaporire a fuoco basso per qualche minuto e dopo andremmo ad aggiungere dei pomodorini pachini, preparando una salsina molto leggera che faremo cuocere per un quarto d'ora.
Mettiamo a bollire dell'acqua dove faremo cuocere il riso, per il tempo indicato in ogni confezione.
Lasciando da parte alcuni scampi interi crudi, sbollentiamo per pochissimi minuti quelli rimasti in acqua bollente; una volta raffreddati gli sgusciamo e li andremmo ad aggiungere, insieme agli scampi lasciati da parte, alla salsina di pomodoro verso la fine della sua cottura.


Riprendiamo i carciofi che si saranno intiepiditi e li riduciamo in crema con l'aiuto del frullatore ad immersione. Se fosse necessario aggiungiamo un goccino d'acqua di cottura del riso.
Scoliamo il riso e condiamo con la salsina di pomodoro ed infine con la crema di carciofi ed il gioco e fatto e.......


BUEN PROVECHO!!!!!

11 giugno 2014

carciofi, proprietà

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So di aver messo troppa carne al fuoco, come si suol dire, e di non riuscire a raccontarvi tutto ciò che vorrei, che faccio, che so, che scopro e che imparo sulle singole pagine che ho armato, e quando ci riesco arrivo, troppo spesso, fuori tempo.....non è così semplice coordinare il da fare "concreto" di ogni giorno con il metterlo sulla carta, anzi sullo schermo....ci vorrebbero molte più ore in una giornata!!
Medicine naturali è molto indietro, e non parliamo di altre pagine dove non sono ancora riuscita a scrivere niente...... pazientate gente, pazientate.....

Intanto oggi, dove ancora si hanno le foglie nelle piante di carciofi, vediamo cosa si può fare con loro, perché, è si vero che mangiamo il fiore di questo ortaggio, ma non devono essere trascurate ne le foglie ne le radici:

Il carciofo è un ortaggio dalle molteplici virtù ed è efficace contro numerosi disturbi, in particolare dell'apparato digerente....famosissimo e molto conosciuto il liquore italiano digestivo che prende il nome proprio da questa pianta: Cynara scolymus..
Sono proprio le sostanze amare di questa pianta che hanno in sé tutte le proprietà utili, da usare in forma di decotto, come trattamento preventivo per chi ha problemi di insufficienza epatica o renale; calcoli biliari; nei casi di valori alti nel sangue di colesterolo; eccesso di urea; gotta.
Non scordiamoci che i carciofi hanno una buona quantità di calcio, di magnesio, di potassio e di ferro, oltre a essre ricco di fibre ottime per regolare il nostro intestino.
Come esperienza personale e familiare vi posso raccontare che l'ho utilizzato anche nei problemi di glicemia alta, naturalmente, nei valori alti,  sempre come supporto alla cura tradizionale; come depurazione dell'organismo ed in fine come discreto effetto dimagrante (naturalmente stando attente a quello che vi mangiate!!) essendo un ottimo diuretico.

Per preparare il decotto vi occorrono all'incirca 5-6 foglie fresche (spero che si capisca la grandezza delle foglie dalla foto; nel caso contrario vi dico che sono medie!) che metterete in una pentola con 1½ litro d'acqua fredda. Portate ad ebollizione e lasciate bollire per 5 minuti, spegnete il fuoco e fate riposare per 10 minuti, filtrate e bevetene tre bicchieri dopo i pasti (colazione, pranzo e cena) per almeno una decina di giorni. Visto il caldo potete mettere il decotto dentro una bottiglia da conservare in frigo.

Ho sentito chi utilizza le foglie secche nella proporzione di 1-2 cucchiaini in una tazza di acqua fredda, sempre eseguendo la stessa procedura di prima; pero, personalmente, non so dirvi il risultato. 

Per chi ha fastidi di artrite o reumatici può ricorrere all'uso delle radici: per ogni litro d'acqua useremo 30 gr. di radice di carciofo, portandoli ad ebollizione e lasciate bollire per 5-7 minuti. Far riposare per 10 minuti filtare e bere lontano dai pasti per al meno due-tre settimane.   

Un'attenzione particolare, per quanto riguarda il carciofo in sé, va tenuta da parte delle donne che allattano: il carciofo va mangiato con molta moderazione; dato che la sua sostanza renderà il latte amaro, meno fluido e abbondante!

Come sempre vi dico che, per fare questa pagina, aspetto anche i vostri  "rimedi della nonna".........
ALL'OPERA!!!!

6 giugno 2014

Carciofi in insalata con scaglie di parmigiano













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Cosa è successo oggi??? Di colpo ci siamo trovati in piena estate...è non è solo una frase da usare quando non si sa cosa altro dire, e non ho paura di cadere nel ridicolo dicendo che "non esistono mezze stagioni" perchè non esiste neanche un quarto....fuori la porta di casa ho un termometro che sta segnando 28°....... mentre ho ancora la coperta di lana sul letto!!!! Ci vuole qualcosa di veramente fresco, leggero, velocissimo e perché no anche vegetariano......un giretto per l'orto; i miei ultimi carciofi e subito un'idea perfetta che non avevo ancora fatto quest'anno:


Carciofi; parmigiano; vino bianco 1 bicchiere; aceto uno spruzzo; prezzemolo; sale e olio d'oliva. 

Dopo aver pulito i carciofi, li taglieremo a spicchi, lasciandoli sempre in acqua e limone oppure acqua e farina per non farli diventare neri. Intanto faremmo bollire in una pentola dell'acqua con il vino bianco, uno spruzzo di aceto ed il sale.  Appena bolle ci tufferemo i carciofi, precedentemente sciacquati, e li faremmo sbollentare per qualche minuto, devono rimanere leggermente duri; scoliamo e lasciamo raffreddare.
Mettiamo i carciofi in un piatto da portata e li condiamo con il prezzemolo tritato e il parmigiano a scaglie lasciando insaporire per una oretta circa e........
BUON INIZIO D'ESTATE!!!!!!

5 giugno 2014

avocado, come riprodurlo

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Quest'inverno ho ricevuto un bellissimo regalo: un seme di avocado e oggi, dopo alcuni mesi dove il seme o nocciolo ha messo le sue radici, lentamente ha germogliato e ha messo le sue prime foglie, finalmente lo ho interrato in un vaso aspettando de vederlo crescere.

Vi racconto come fare per riprodurre questa pianta, anche se non mi sono occupata della parte iniziale, visto che Eusebio e Franca mi hanno regalato il seme di avocado già immerso nell' acqua .......però cercherò di spiegarvi il procedimento effettuato aiutandomi con una foto trovata in internet:



Una volta tagliato a metà il frutto di avocado andremmo a togliere il seme interno e lo laveremo affinché sia più semplice manovrarlo senza che ci scivoli. Introduciamo tres stuzzicadenti, in maniera opposta tra loro, a metà del seme lasciando penetrare ⅓ degli stecchini ed i restanti ⅔ serviranno come appoggio su un bicchiere con acqua, in modo tale che rimarrà sospesso e solo una metà del seme sarà sommersa nell'acqua. Porremmo il nostro bicchiere in una posizione dove riceva molta luce e poco sole diretto, ed a questo punto non dobbiamo fare altro che andar aggiungendo acqua quando vediamo che occorra ed aspettare che germogli...... 






Vi do lo stesso consiglio che ho ricevuto e che sta funzionando perfettamente: Non guardiate le radici, per avere un buon risultato dobbiamo far crescere bene la piantina nella parte superiore; una volta che ha raggiunto ad un'altezza di circa 12-15 cm. vuol dire che è pronta per essere messa in un vaso pieno di terra   


e se vogliamo spostarla dell'interno all'esterno dobbiamo farlo a poco a poco, in modo tale che abbia il tempo per abituarsi al cambio climatico. 
Non appena la pianta cominci a crescere e vediamo che il vaso è diventato ormai piccolo dovremo travasarla in una più grande, operazione che sarà fatta sempre a fine inverno o inizio primavera.  
Una cosa molto importante da non scordare è che l'avocado è una pianta originaria dell'America del centro e del sud, anche se attualmente viene coltivata in molte regioni tropicali del mondo, e proprio per questa ragione a loro piace e cercano il calore e per crescere perfettamente il sole: da ricordasi quando si deciderà dove posizionare la nostra pianta e soprattutto per proteggerla dagli inverni rigidi.

Un'ultima curiosità, leggendo nella mia grande enciclopedia delle piante, frutti e fiori ho letto che l'avocado è una pianta sempreverde e che raggiunge altezze di 10-20 mt., che preferisce terreni fertili e neutri e cosa molto importante che deve essere concimata ed innaffiata abbondantemente durante il periodo di primavera-estate, stando attenti ad evitare i ristagni d'acqua.
Però ho letto anche che riproducendo in questo modo la nostra pianta di avocado non otterremmo dei frutti, bensì semplicemente una bellissima pianta ornamentale!!!!.......adesso dovrò aspettare per vedere chi è nel giusto, se la mia enciclopedia o coloro che dicono che hanno ottenuto dei frutti.....se ci provate anche voi potremmo confrontare i nostri risultati e............
BUON DIVERTIMENTO!!!!!

27.11.2014.........dopo alcuni mesi di poco sole, tanta, ma tanta acqua e due attacchi forti di grandine ecco la mia pianta che, nonostante tutto, continua a crescere

4 giugno 2014

Alfajores de Maizena

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Personalmente non sono una grande ghiottona, anzi fino a qualche anno fa non mangiavo quasi  dolci; però a questi dolcetti non ho mai potuto resistere: sono e saranno la mia passione in assoluto, tanto che sono capace di mangiarli tutti senza offrirli a nessuno!
Sarà perché sono un ricordo molto dolce della mia terra natia; sarà perchè è impossibile non pensare a loro con un ottimo mate!!, sarà perché sono veramente squisiti!!! In ogni riunione familiare sono richiestissimi, e dopo tanti anni mi decido a condividere la ricetta....lo so molto bene che mi sto giocando il tutto: cosa preparerò d'ora in poi quando vorrò fare colpo?!

Vediamo gli ingredienti per farne all'incirca 35 alfajores completi (70 biscotti da 5 cm. di diametro):
zucchero 150 gr.; rossi d'uovo 3; burro 200 gr.; farina 200 gr.; amido di mais Maizena 300 gr.; lievito per dolci 1 bustina; bicarbonato di sodio ½ cucchiaino; esenza di vaniglina 1 cucchiaino; buccia di limone grattugiato1. Per farcirli: dulce de leche; cocco grattugiato.

Prima di iniziare e per chi non conoscesse il dulce de leche, vi dico che è un prodotto tipico argentino, che come utilizzo e consumo, ma non come sapore, può essere paragonato alla nutella. Come il suo nome stesso dice è un dolce fatto di latte, ed il suo sapore si avvicina molto alle caramelle Mou.....Oggi per mia fortuna si trova in molti supermercati.

Procediamo con la preparazione, cercherò di essere più breve: Sbattere i rossi d'uova, aggiungere lo zucchero, la buccia del limone grattugiato e l'essenza di vaniglia, mischiare bene ed incorporare il burro. Intanto, separatamente, unire insieme la farina, la maizena, il lievito ed il bicarbonato che si andrà ad aggiungere lentamente al composto di uova e burro mescolando fino ad incorporarlo completamente ottenendo un impasto liscio ed omogeneo.
 
Lasciamo riposare per pochi minuti, stendiamo con il mattarello, dei pezzi d'impasto e tagliamo i nostri dischetti, (io utilizzo dei bicchierini di liquore), dalla grandezza di 5 cm. o più piccoli di 3,5 cm.
Foderiamo con della carta da forno delle teglie dove li andremmo ad adagiare; intanto avremo accesso il forno a 180° e li faremo cuocere per circa 12-15 minuti.....devono rimanere leggermente giallini e non scurirsi, altrimenti cambia completamente il sapore.
 
Una volta raffreddati spalmiamo un dischetto con del dulce de leche, copriamo con un'altro dischetto facendo una leggera pressione affinché esca dai lati un pò del dulce de leche, questo ci servirà per far aderire il cocco grattugiato e.......
BUONA INGORDIGIA!!!!