12 gennaio 2014

Pizza ripiena con indivia riccia o scarola

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Oggi è la giornata del Pizzaiolo in Argentina e non potevo farlo passare inosservato e ho pensato che il modo migliore per onorarlo era preparare una pizza ripiena, tipica della zona di Napoli e Salerno....uno dei tanti ricordi di mia nonna, che era una maestra nell'arte di fare la pizza; io, da parte mia, chiedo scusa, non sono così abile come lei, ma sono una grande mangiatrice di questo grande invento napoletano che apprezzo in tutte le sue varianti....... quindi prepariamo gli ingredienti:

Per l'impasto della pizza:  600 gr. di farina; 6 gr. di lievito di birra; 400 ml di acqua; 30 gr. di olio di oliva.
Per il ripieno: indivia riccia o scarola; olive nere e verdi snocciolate; filetti di alici sott'olio; capperi; olio d'oliva e sale. 

 Con anticipo, preparare l'impasto per la pizza. (Vedere in "Come si fa" come fare l'impasto per la pizza").
Notate che le dosi sono minori in questa ricetta, cosi che, dividete l'impasto in solo due parti: una leggermente più piccola dell'altra.

 Pulire, tagliare e lavare molto bene l'indivia che, senza scolarla troppo, andremmo a mettere in un tegame un poco alto, dove, precedentemente, si sono messi a dorare 2 agli e 4-5 filetti di alici, cuocere a fuoco medio per 15-20 minuti fino a quando l'acqua non si ritiri. A questo punto aggiungere le olive tagliate a rondelle, i capperi e salare poco, qualche altro minuto e poi spegnere il fuoco lasciando raffreddare.
Adesso occupiamoci della pizza: In una teglia da forno oleata, stendere bene l'impasto di pizza leggermente più grande, schiacciando con le mani affinchè rimanga un pò sottile, sopra questo, mettere la scarola lasciando vuoti i bordi.Fino a questo momento tutto bene, adesso viene la parte un pò più complicata: l'altro impasto di pizza io lo stendo su un coperchio, dove ho spolverato della farina, per poterla far scivolare delicatamente sopra la base ripiena....forse vedendo la foto sarà più chiaro.....   
 Chiudere i bordi unendo la base all'impasto superiore. Bucherellare la parte superiore e dritto al forno, che deve essere ben caldo alla massima temperatura, per 45 minuti circa. Negli ultimi 10 minuti, se ci riuscite, sempre con l'aiuto di un coperchio, rigirare la pizza mettendola sulla teglia pancia in giù, in modo che si cucini bene...... se non volete provarci non succede nulla.Confesso che come al solito quando faccio la pizza abbondo, oltre a questa ne ho fatto un'altra ripiena con salame ed emmenthal; una pizza a due gusti, metà come piace a mio marito: semplice con pomodoro, prezzemolo e alici sott'olio; l'altra metà come piace a me: pomodoro e 4 formaggi e



per ultimo una pizza a forma di stella con salmone, rucola, grana e.....che vi posso dire.......... 


BUEN PROVECHO!!!

Come si fa l'impasto per la pizza



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Da piccola accompagnavo mia nonna all'alimentari e a seconda di ciò che comprava già sapevo che quella sera si sarebbe mangiata la "PIZZA"; ma ero troppo bambina per interessarmi alla ricetta, a me piaceva solo mangiarla!!!! 
Ho provato con varie ricette e tanti trucchi, senza mai avere avuto grandi successi; oggi devo ringraziare la mia amica Maribel che mi ha dato questa ricetta, che sicuramente non ha nulla a che vedere con quella di mia nonna, ma mi piace perchè è molto leggera, grazie al fatto che lievita per molte ore ed ha pochissimo lievito. Adesso io condivido con voi questa ricetta.
Gli ingredienti che ci servono per farla sono:

1,500 Kg. di farina; 750-800 ml. di acqua;  90-100 gr. di olio di oliva;  12 gr. di  lievito di birra e 30 gr. di sale.

Sciogliere il lievito in mezzo bicchiere di acqua a temperatura ambiente e versarla, insieme a gli altri 750 gr. di acqua, in un recipiente dove avremmo messo solo 1 kg. di farina. Amalgamare bene fino ad ottenere un impasto iniziale morbido e cremoso; se fosse necessario aggiungere altra acqua.

A questo punto aggiungere il sale, i 500 gr. di farina rimasti e l'olio continuando ad ammassare. Lasciar riposare per un'ora coprendo il contenitore prima con un coperchio o una pellicola trasparente e poi con strofinacci affinchè sia circondato da calore e cominci a lievitare..... mia nonna lo copriva con una coperta. 
Trascorso questo tempo, dividere l'impasto in 4 parti uguali, metterli in altri recipienti preventivamente spolverizzati con la farina (nella scelta dei contenitori tenete presente che il volume dell'impasto si quasi raddoppierà); coprire e lasciare lievitare per altre 5 ore all'incirca. Io, come mi ha insegnato la mia amica, generalmente la preparo la sera prima e metto i contenitori in frigo e la mattina dopo gli tolgo lasciandoli a temperatura ambiente per alcune ore.
Il nostro impasto è pronto: mettere ogni singolo panetto in un tegame da forno unto di olio (va benissimo che sia rotondo, rettangolare o quadrato) e fare pressione con le mani dandole uno spessore il più possibile pari......questo si che è un ricordo che ho impresso nella memoria: mia nonna nel fare questa operazione si bagnava leggermente le mani con l'olio affinchè l'impasto non si attaccasse e così poter stenderlo tranquillamente. 
Mettere in forno, che deve essere molto caldo alla temperatura più alta, per alcuni minuti fino a che l'impasto è quasi cotto,  metterci sopra il pomodoro e........ lì usare la nostra fantasia per condirla, rimettere in forno per pochi minuti ancora, controllate sempre la parte inferiore che deve essere leggermente colorata e.........


poi lasciamo posto alla fantasia e con il suo impasto potremmo preparare pizzette fritte; della focaccia; pizze a forma di stella con formaggio, pancetta, salame e salsa barbecue; o farcirla pure con salmone affumicato, rucola e grana a scaglie; o darle una forma di ciambella e riempirla; o fare una semplice pizza farcita con scarola e.......
BUEN PROVECHO!!!!!!!!

11 gennaio 2014

Polenta arrostita con radicchio e gorgonzola




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Mi è sempre piaciuta tantissimo la polenta, ma, da quando ho fatto due grandi scoperte ne sto facendo delle grandi scorpacciate!!! Primo: non solo è buona appena preparata, condita e mangiata, ma può benissimo, se avanza senza essere condita, essere affettata ed arrostita successivamente, motivo per cui, ogni volta che preparo la polenta, la faccio sempre in quantità industriale.......e secondo, non solo è un piatto squisito d'inverno, preparata in questo modo, lo è anche d'estate!!!
Questa è un'altra bellissima sorpresa avuta sul Lago di Garda, ma questa volta in un bel ristorantino molto caratteristico......poi ho aggiunto un po' di fantasia ed ecco qua gli ingredienti:

Polenta; radicchio rosso; gorgonzola; sale; olio e aglio.




Preparo la polenta come al solito: appena bolle l'acqua, già salata, verso a pioggia la farina girando continuamente affinchè non si attacchi; l'unica variante è che una volta cotta la verso in un contenitore rettangolare (di vetro o plastica che sia), aspetto che si raffreddi e poi lo faccio stare in frigo per una notte, se mi serve il giorno dopo, ma può benissimo starci anche due-tre giorni.



Prepariamo la salsa: taglio sottilmente il radicchio e lo faccio stuffare, con olio, aglio ed un pizzico di sale, in una padella a fuoco medio, dove, dopo una 10 di minuti di cottura, andrò ad aggiungere il gorgonzola tagliato a cubetti, rigirando fino a che il formaggio si sciolga tutto e crei una buona salsina.

A questo punto capovolgo il contenitore e sformo la polenta su una tavoletta per poterla tagliare a
fette spesse all'incirca un dito. Le arrostisco sulla piastra da ambo i lati e li adagio sul piatto dove le condisco a volontà. Questa volta ho preparato la salsa di radicchio e gorgonzola, ma può benissimo essere una fetta sottile di pancetta arrotolata; dei funghi pioppini cotti con olio e aglio; con ...........
Comunque, sarà un......
BUEN PROVECHO!!!!!


9 gennaio 2014

Lavanda - Lavandula Angustifolia




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Giorni fa ho trovato questa bellissima immagine su facebook nella "La Bioguia" e sono sprofondata nella poltrona, sommersa dalla fragranza dei suoi fiori......
Il profumo di lavanda è quello che più mi riempie il cuore. L'amore verso essa mi è stata trasmessa da mia madre e ancora conservo gelosamente i fiori secchi che lei mi ha lasciato insieme con il segreto di come conservarla affinchè profumi i miei cassetti e guardaroba.
La lavanda è una pianta che non può mancare in nessun giardino o terrazza o balcone che sia, e non solo per la nostra gioia ma anche per la felicità delle farfalle e delle api.....sapeste quanto è squisito il miele di lavanda!!!
 Ho avuto la fortuna di scoprirla, insieme alle marmellate, in un negozio dedicato solo e esclusivamente a questa profumatissima pianta........sono rimasta incantata vedendo cosa sono capaci di fare con essa, oltre a quello che sia la parte decorativa: oli esenziali di lavanda; saponi; candele; naturalmente ogni tipo di colonia e profumi vari; come ho già detto marmellate e miele.....Ma soprattutto è stato proprio lì dove ho scoperto tutte le sue propietà,  e dove si è svegliato quella cuoriosità di fare con i suoi fiori, oltre ai sacchetti e cuscini profumati, l' olio, l'acqua ed i sali di lavanda



 La lavanda è una pianta rustica che cresce in zone aride del mediterraneo; esistono moltissime varietà, (quella che io possiedo è la Angustifolia); tutte prediligono posti molto assolati e terreni secchi, bisogna tenerlo ben presente quando andremo a decidere dove posizionarla affinchè possa crescere in maniera armoniosa e soprattutto da non dimenticare quando dovremmo innaffiarla, stando attenti che non ci siano ristagni d'acqua.
Il periodo migliore per metterla a dimora in piena terra è a fine autunno inizio primavera; ma possiamo metterla in vasi durante tutto l'anno.
 La lavanda non necessita di molte cure, questa può essere la pianta indicata per chi non ha il pollice verde! 


La vedremmo fiorire in primavera ed il suo profumo ci accompagnerà per tutta l'estate, dove, nei tardi pomeriggi, sarà il momento migliore per raccogliere i suoi fiori che potremmo mettere a seccare, appesi a testa in giù, in luoghi ventilati e ombrosi. 
Mentre dovremmo potarle a fine estate inizio autunno, non solo tagliando i fiori ma anche una buona parte di vegetazione, stando attenti di non tagliare troppo sotto, dove i rami sono spogli. Vedremmo in poco tempo la nostra pianta che metterà foglie nuove e riprenderà nuovamente una forma armoniosa.

Se vogliamo moltiplicarla possiamo farlo, a fine estate, per talea, scegliendo rami giovani, di solo un anno, che non abbiano fiorito, e senza tagliarli andremmo ad interrare la parte centrale-bassa del ramo a circa 10 cm. di profondità nel terreno circostante, o, nel caso la nostra pianta stia in un vaso ne metteremo un'altro vicino, della stessa altezza, con un misto di torba e sabbia e lì interreremo il ramo. Lasciatela radicare fino alla primavera successiva e solo allora taglieremo il "cordone ombelicale" e potatela anticipatamente il primo anno per evitare che fiorisca, permettendo in questo modo che la pianta si irrobustisca e così poter regalarvi colori e profumi per 8-10 anni. 
Il mio consiglio è di aspettare un anno prima di travasare la nuova piantina, permettendole in questo modo di radicare molto bene.
Io quest'anno ho provato un'altro sistema di riproduzione: sempre a fine estate ho tagliato un ramo, di circa 6 cm., con la base rigida e le foglie tenere (sempre di un anno di età e che non ha fiorito) e l'ho messo a radicare direttamente in un vaso con la miscela di torba e sabbia, mantenendolo umido...questa primavera vi racconterò del risultato ottenuto. 






Una curiosità, dicono che il profumo della lavanda sia fastidioso per le zanzare; un motivo in più per piantarla!!! e che altro posso dirvi................

BUEN TRABAJO!!!!!!!

8 gennaio 2014

Echeveria colorata



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Quando ho ricevuto questa pianta in regalo la mia gioia è stata immensa, ma questa felicità è durata molto poco, perche, cercando come al solito informazioni, ho scoperto che questa pianta, anche se a prima vista non sembra, non è naturale così, bensì è stata dipinta artificialmente con delle vernici.
E' una pianta che soffre, dato che questi coloranti non permettono alle sue foglie, per mezzo della fotosintesi, di respirare e crescere in maniera sana e robusta con questa pianta lo è.
Il mio umile consiglio per chi c'è l'ha è di posizionarla in un luogo molto luminoso della casa, ma dove non riceva i raggi diretti del sole e di controllare il terreno che deve essere un pò umido, visto che si trova in piena crescita, anche qui forzatamente, dato che durante l'inverno dovrebbe andare in "letargo"; sperando che riesca a sopravvivere mettendo nuove foglie e perdendo con il tempo quelle verniciate. 


 Pianta di echeveria originale, sana, robusta e in piena fioritura nel suo periodo naturale che è l'estate.

  

7 gennaio 2014

Pasta fredda esotica

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In questi giorni non riesco a pensare ad altro che a i miei familiari che stanno sommersi nelle piscine da più di un mese, per il grande caldo che stanno vivendo. Fa sempre un certo effetto guardarli in costume mentre io ho addosso due o tre maglioni di lana, mi fanno sentire ancora più freddo!!!!
Credo di farli felici con questa ricetta molto estiva, immaginando che anche a loro succeda come a me, che nei giorni molto caldi vado alla ricerca di qualcosa di molto fresco e soprattutto dove cucinare qualcosa che non trasformi la mia cucina in un gigantesco forno!!!!
Per molti anni ho amato le insalate di riso, dove ho inventato tante varianti; fino a quando non ho scoperto che la pasta fredda è molto più buona...e lì la mia fantasia ha avuto il sopravento.
Solo che per questa ricetta non potete fare gli onori a me, dato che è stata una invenzione di mio marito ed il risultato è stato veramente eccezionale: fresca, leggera e....bisogna provare per credere.












Gli ingredienti che ci occorrono sono:

Pasta tipo corta (calcolate 70-80 gr. per persona); prosciutto cotto (è lo stesso sia in un'unica fetta spessa oppure  a fettine sottili); formaggio emmenthal; anguria; sale e olio.

La prima cosa da fare è cuocere la pasta in acqua bollente salata. Personalmente, questa operazione, preferisco farla appena mi alzo per due buoni motivi, il primo è che così ha tutto il tempo di raffreddarsi, e secondo lo stesso tempo c'è l'ha la cucina!!!  
Appena cotta, scoliamo molto bene la pasta e la passiamo sotto un getto di acqua fredda per fermare la cottura. La mettiamo direttamente in una insalatiera e la condiamo con l'olio di oliva. Una volta che si è raffreddata aggiungiamo il formaggio, il prosciutto e l'anguria tagliati a cubetti e la portiamo direttamente in frigo......e che altro posso dirvi
BUEN PROVECHO!!!!

Re magi versus la "Befana"



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6 gennaio, giornata tanto attesa da parte di tanti bambini di una buona parte del mondo, dopo babbo natale, ricevere regali è imperativo!!!



 In italia la tradizione vuole che sia la " Befana" a portarli: lei è una vecchietta con un esagerato naso adunco, con un mento aguzzo, e come se questo fosse poco, con una bella gobba!! e, vestita con stracci rattoppati, viaggia sulla sua scopa entrando per i caminetti per consegnare giocattoli, caramelle ed ogni tipo di dolcetto per chi si è comportato bene durante tutto l'anno, in caso contrario lascerà, dentro la calza appesa al caminetto o alla finestra, pezzi di carbone.
Mio padre mi raccontava sempre che, quando lui era bambino, i suoi genitori, come d'altronde la maggior parte degli altri genitori, nella calza ci mettevano un'arancia, una noce..... ed il carbone, a quei tempi era carbone vero!!!



 Anche se sono tanti anni che abito qui, non sono riuscita mai a riconoscere questa figura così stravagante; io sono cresciuta in un paese dove i doni sono portati dai re magi: ogni bambino la sera del 5 gennaio scrive una bella letterina dove chiede loro quali giocattoli vuole, lucida a nuovo le proprie scarpe e le mette fuori la porta della sua camera insieme alla letterina, e qualche volta va messo anche dell'acqua e dell'erba fresca per i cammelli, sicuramente stanchissimi dopo tanto viaggiare......








Confesso che anche con i re magi ho avuto qualche problema e mi sono arrabbiata con loro senza capire perchè con mia sorella maggiore avessero fallito: lei una volta aveva chiesto un paio di pantaloni alla moda e per tutta risposta ricevette una melanzana, una patata e non ricordo bene cos'altro......piangemmo tutto il giorno arrabbiate!!!!
Foto di "Eco Agricultor"
Pero oggi, dove non sono più bambina, guardo dall'altra parte del mondo e vedo tutta un'altra realtà, e ho dentro di me una grande confusione, e faccio tanta fatica a districarmi tra questi due mondi cosi estremi tra loro: dove tanti bambini, non solo non ricevono neanche l'arancia o la noce, ma bensì fanno parte di una catena di produzione così vasta, che ruba completamente la loro infanzia......e questo solo per il nostro allegro consumo!!!L'altra notte, dopo tanto tempo, ho scritto nuovamente ai re magi chiedendo loro di portarci, a tutti noi adulti, degli occhiali nuovi per poter vedere bene cosa si cela dietro a quello che riteniamo "rendere felice i nostri bambini", augurandomi che in questo modo potremmo donare loro il nostro tempo e quei valori che durano per tutta una vita e non solo per il tempo che intercorre tra lo scartare il regalo, giocarci e buttarlo in un angolo già stufi dopo poche ore. 
Spero sinceramente di non ricevere delle melanzane, dato che il carbone di sicuro l'ho meritato.......